15-12-24

Risposte alle preghiere

… poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace.

Luca 1:37

Samuel, uno straniero in Libia, stava leggendo la Bibbia durante il tempo di pausa al lavoro. Quando Amal, una sua collega, gli chiese cosa stesse facendo, Samuel rispose che amava leggere la Bibbia e imparare a conoscere Gesù.

Amal rispose a Samuel che anch’essa aveva sognato Gesù. Nel sogno, lei non riusciva a vedere il volto di Gesù chiaramente, ma sapeva che era Lui. Era buio, ma poi una luce attraversò le nuvole e improvvisamente la terra sotto di lei diventò acqua. Alzò lo sguardo e lo vide arrivare dal cielo, era molto spaventata. Amal disse a Samuel che lei ha sempre avuto questo tipo di sogni.

Uno o due giorni dopo, Samuel condivise la sua testimonianza con Amal. Dio lo aveva trasformato, salvato dalle vie malvagie che egli percorreva, gli aveva dato una nuova vita e cambiato il suo cuore. Amal ascoltò con attenzione, poi esclamò: “Grazie a Dio per aver fatto tutte queste cose per te!”.

Samuel non è più in grado di continuare a seguire Amal a causa delle restrizioni culturali vigenti tra uomini e donne. Samuel spera di poterla presentare a un’altra donna discepola Gesù.

In un’altra città, un paio di seguaci di Gesù libici furono unti con olio da altri credenti i quali avevano pregato in maniera specifica per loro affinché ricevessero dallo Spirito Santo l’audacia di condividere la Buona Novella.

Il mese successivo uno di loro ebbe la possibilità di pregare per un parente malato che fu successivamente guarito. Un altro dei discepoli testimonia di come lo Spirito Santo ha tolto quella rabbia che costantemente ribolliva dentro di lui rimpiazzandola con la pace. Da allora sta pregando e studiando la Parola con grande gioia.

Stiamo arrivando alla fine dell’anno di preghiera per la Libia, ma cerchiamo di non smettere di pregare per questo paese. Continuerete a ricevere i soggetti di preghiera, che saranno però inviati mensilmente anziché settimanalmente. Continuiamo ad elevare questa nazione a Dio come lo Spirito ci ricorda. Siamo grati per le testimonianze, come quelle lette sopra, di come Dio risponde alle nostre preghiere.

Continuiamo a chiedere di più, in modo che altri libici si levino e prendano il loro posto davanti al trono di Dio .

Leggere, pregare e meditare su Isaia 60:1-3


15-12-17

Vergogna e dolore

<<… al quale sarà posto nome Emmanuele>>, che tradotto vuol dire: <<Dio con noi>>.

(Matteo 1:23)

Khadijah non aveva visto i suoi rapitori avvicinarsi a lei mentre tornava a casa dal college in un giorno d’inverno. Successe tutto così in fretta. Ancora oggi lei non può ricordare bene l’evento con chiarezza, è ancora ossessionata dall’incubo vissuto.

L’hanno tenuta per tre giorni prima di scaricarla davanti alle porte della casa paterna.
È stata picchiata e i suoi vestiti le furono strappati. La sua famiglia è stata devastata. Sapevano che i vicini parlavano della loro famiglia. Erano avvolti nella vergogna. Decisero quindi che Khadijah non poteva più vivere con loro. Quello che le era successo non poteva essere colpa sua, ma ora la vergogna era troppa. La mandarono quindi via, senza famiglia, senza più onore, rinnegata.

Salah è un uomo che è stato anch’esso rapito mentre andava a lavorare, fu rapito e trattenuto per il riscatto.

I suoi rapitori minacciavano di ucciderlo se la famiglia non avesse pagato.
Mohamed è stato trattenuto per due mesi. I suoi rapitori lo tenevano bendato in un container e lo picchiavano regolarmente.

Questi sono fenomeni ricorrenti di questi tempi in Libia. Chi ha i soldi vive nella paura di essere bersagliato da teppisti che minacciano di rapire loro o qualcuno dei loro familiari.
Mentre meditiamo sul ritorno di Gesù sulla terra in questo tempo di Avvento, preghiamo per i libici che trovino la salvezza, la consolazione e la guarigione in Gesù. Pregate per i suoi discepoli, che siano guidati verso coloro che sono affamati di conforto e salvezza.

Leggere, meditare e pregare su Isaia 11: 1-10


15-12-10

Il cuore del Padre

Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi.

(Giovanni 20:21)

Un credente libico che vive al di fuori del suo paese condivide un sogno fatto anni fa:

“Nel sogno, mi vidi ritornare alla terra di mio padre, in Libia. Sulla sua terra c’erano alberi di ulivo e questi erano pieni di olive, ma più grandi delle normali dimensioni di questo frutto. Il loro colore era molto scuro e l’olio cominciò a colare dalle olive stesse. Il raccolto era pronto, ma ero molto triste perché mio padre stava seduto.
Lo guardai e gli chiesi: Cosa sta succedendo? Perché non le raccogli? Il raccolto è pronto. Lui mi guardò e disse: Io non ho qualcuno che mi aiuti.

Ero triste perché mentre camminavo, vedevo le olive a terra e l’olio che gocciolava fuori. Queste erano pronte per essere raccolte. Negli altri terreni, ognuno stava raccogliendo i propri frutti, mentre le olive sulla terra di mio padre restavano sul terreno.”
Mi svegliai con una sensazione di tristezza. Raccontai quindi il sogno ad un responsabile della mia chiesa, il quale mi diede la seguente interpretazione: “Le olive rappresentano i cuori del popolo libico. Il padre è il nostro Padre Celeste. Nessuno sta aiutando per il raccolto, il paese non ha lavoratori per condividere la Buona Novella. Le olive che perdono olio sono i cuori dei libici che sono pronti per l’opera di Dio”.

Se Gesù Cristo è Dio ed è morto per me, allora nessun mio sacrificio potrà essere troppo grande per servirLo. – CT Studd

Leggere, pregare e meditare su Luca 2:8-18


15-12-03

Caos

[Gesù Cristo il Messia verrà] per dare incremento all’impero e una pace senza fine …

(Isaia 9:6)

Thoraya, di norma, accettava tutto quello che succedeva come la volontà di Dio. Non ha mai messo in discussione ciò che la vita ha portato sulla sua strada. Anche se alla sua famiglia e alla sua tribù il Presidente Gheddafi non piaceva, la vita non era poi così male per loro. Alcuni parenti di Thoraya sono morti combattendo con i ribelli durante la rivolta del 2011, così la sua famiglia si è sentita orgogliosa del fatto che questi fossero morti come martiri per una Libia nuova e libera.

Nonostante le lotte del governo nascente, lei e i suoi amici si godevano ancora la vita ed erano contenti della loro religione. Non avevano alcun desiderio di mettere in discussione la propria esistenza.

Nell’ultimo anno e mezzo tutto questo è cambiato. La vita è diventata più instabile di quanto lo fosse sotto Gheddafi. Subito dopo le prime elezioni del 2012 i governanti non sono stati in grado di controllare le numerose milizie e i gruppi armati che avevano guadagnato potere durante la rivoluzione.

Questi gruppi si sono ulteriormente frammentati e moltiplicati e la lotta per il controllo del paese continua. Un recente rapporto delle Nazioni Unite stima che in ​​Libia sono attivi 1.700 tra gruppi armati e milizie. Alcuni di questi gruppi usano l’attuale instabilità per risolvere vecchi conti e faide tra le tribù.

I libici non si sentono più al sicuro, la legge non li protegge più e gli agenti di polizia sono spesso troppo spaventati per intervenire o, semplicemente, non sono operativi.
L’ONU stima che 2,44 milioni di libici (quasi la metà della popolazione), sono stati coinvolti dai combattimenti, e come conseguenza nel paese vi è scarsità di cibo, d’acqua, elettricità e medicinali. La situazione a Tripoli è peggiorata rispetto a cinque anni fa, ma tuttavia è più stabile rispetto alla città di Bengasi. La maggioranza dei libici intervistati dalle Nazioni Unite nel mese di agosto ha detto che i loro bambini hanno potuto frequentare le scuole, mentre il tasso d’iscrizione a Bengasi è sceso del 50% da quando si sono intensificati i combattimenti nel 2014.

Molti libici, come Thoraya e le sue amiche, stanno diventando sempre più disperati. Si trovano impegnati in frequenti dibattiti sul perché le cose vadano così male nel paese. Thoraya ha scioccato tutti quando ha detto che la loro religione è la causa di tutte queste calamità. Sempre più libici si fanno domande che non si sarebbero mai posti prima.

Anche se la Libia sta sperimentando cambiamenti di governo e di leadership, sembra che le tenebre che sono entrate attraverso i peccati commessi nel corso delle passate generazioni, permangano.

Gridiamo a Dio affinché la Sua luce rompa questa maledizione sul paese in modo che i libici cerchino e trovino Gesù.

Leggere, meditare e pregare su Matteo 2:1-11


15-11-26

La Parola di Dio

E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.

Giovanni 1:14

Avevo diciotto anni quando decisi di diventare un seguace di Gesù. Qualcosa nel mio cuore mi esortava a dare tutto me stesso al Signore. Lo sono stato per un giorno, poi sono tornato sui miei passi perché avevo paura della mia famiglia, avevo sentito storie su come delle persone erano state uccise per essersi convertite alla fede cristiana. La mia comunità mussulmana non era zelante, erano ignoranti riguardo alle altre religioni e non volevano che si ponessero domande. Si aspettavano che tutti accettassero semplicemente le loro credenze musulmane che erano dure e immutabili come l’acciaio.

Un giorno conobbi un cristiano, una persona umile, che stava facendo dei lavori di riparazione per mio fratello. Quando parlai con lui fu gentile e il suo volto sembrava brillare. Ho capito che era un cristiano a causa del suo nome, quindi mi sentii ancora di più attratto. Lo vidi spesso e gli chiesi di parlarmi di Cristo e della Bibbia. Personalmente non ho mai creduto che la Bibbia fosse stata cambiata, e mi ha sempre stupito che i miei fratelli musulmani l’abbiano sostenuto, nonostante il Corano ci dica chiaramente che dobbiamo credere e anche studiare la Bibbia. Racconta anche ai musulmani che se hanno dei dubbi, dovrebbero chiedere alla “gente del Libro”, cioè ai cristiani.

Come gli chiesi a proposito della Bibbia, mi disse che poteva darmene una e ho quindi potuto cominciare la mia lettura personale. Mi disse che era la sua di Bibbia e che non ne possedeva un’altra perché non c’erano Bibbie nelle librerie in Libia. Presi la sua Bibbia ed ero molto felice, ma allo stesso tempo spaventato che la mia famiglia potesse trovarla. Appena cominciai a leggerla nella mia stanza chiusa a chiave, mi sentii la gioia riempiermi il mio cuore. Ero attratto da essa, ma il suo messaggio non entrò troppo in profondità.

Dopo una settimana gli riportai la sua Bibbia. Chiesi al mio amico cristiano se voleva insegnarmi di più sulla sua fede, ma tornò nel suo paese prima che questo potesse accadere. Prima che partisse gli chiesi di portarmi una copia della Bibbia al suo ritorno. Così successivamente iniziai a studiare la Bibbia e gli insegnamenti di Cristo. Ho imparato a conoscere la potenza di Gesù e ho apprezzato la comunione e la condivisione della vita con il Signore. Cominciai a pregare vere preghiere in Cristo e smisi di recitare le cinque preghiere quotidiane, che sentivo come un dovere inutile.

All’inizio di un nuovo anno feci una semplice preghiera: “In nome degli angeli del Signore e nel nome del Messia, mi rivolgo a te Signore del cielo. Libera il mio corpo dal peccato fino alla fine dell’eternità. Te lo chiedo in Gesù Cristo, Amen”. Ho proclamato che Cristo è il mio Signore, Salvatore e Redentore, Colui che è risorto dai morti per me e per tutta l’umanità per salvarci dai nostri misfatti. Non ho più conosciuto la paura o la mancanza di sicurezza, perché il Signore era con me, la mia luce e la mia salvezza.

Quella notte dormii completamente rilassato nel mio spirito. Avrei voluto gridare a gran voce per far sapere al mondo quello che era successo: mi sono ravveduto e ho accettato Cristo come mio Signore e Salvatore.

Leggere, meditare e pregare su Giovanni 6:36-40


15-11-19

La diaspora libica

L’amor fraterno rimanga tra di voi. Non dimenticate l’ospitalità; perché alcuni praticandola, senza saperlo, hanno ospitato angeli.

(Ebrei 13:1-2)

Si stima che circa due milioni di libici vivono al di fuori del loro paese, molti di questi nei paesi confinanti, soprattutto in Tunisia e in Egitto, ma anche in alcuni nazioni occidentali. Pochi sono registrati come rifugiati per cui è difficile conoscerne il numero esatto. Alcuni hanno lasciato il paese a causa dei loro legami con il regime di Gheddafi; altri se ne andarono per migliorare la propria istruzione e non tornarono a causa dell’insicurezza e dell’incertezza; altri ancora sono partiti a causa del clima di violenza.

I loro bisogni materiali potrebbero non essere così evidenti come quelli dei numerosi rifugiati africani e del Medio Oriente, che si fanno strada attraverso la Libia per raggiungere l’Europa. I libici al di fuori del loro paese vivono grazie alle amicizie e alle connessioni con la gente del posto, nel paese che li ospita. Mentre è difficile raggiungere libici con il Vangelo mentre vivono nel loro paese, la diaspora libica rappresenta per loro un’opportunità di sentire la Buona Novella.

Andrea, che lavorava in Libia, riporta la seguente esperienza: “Recentemente sono andato in un caffè libico in una città europea dove molti libici ora vivono. Mi sono trovato coinvolto in una vivace conversazione con un libico conservatore le cui ultime parole mi hanno stupito. Egli disse: “Vivo qui da dodici anni e questa è la prima volta che mi siedo e ho una vera e propria conversazione con un locale”.

Viceversa, ho considerato il mio tempo vissuto in Libia, la calorosa accoglienza e l’ospitalità che ho ricevuto da molte persone sconosciute del posto”.

Un credente libico spiega: “I libici sono molto sociali, a loro piace consumare i pasti assieme. La vita sociale è importante, così come anche il rispetto per l’altro, sempre che si si sentano accettati e benvenuti.

La Bibbia ci parla anche d’amore reciproco, quando i cristiani amano e si prendono cura l’uno dell’altro, i libici si sentono attratti verso Gesù. Ma i libici si sentono respinti quando le persone attaccano il Corano o quando i cristiani parlano loro con un atteggiamento del tipo “tu sbagli e noi abbiamo ragione”.

Pregate che la Chiesa di Dio voglia offrire vera ospitalità verso quei libici che sono stranieri in un altro paese, perché anche noi, che eravamo estranei nei confronti di Dio, abbiamo avuto il privilegio di essere stati accettati come amici Suoi.

Leggere, meditare e pregare su Efesini 2


15-11-12

Continua a chiedere…

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;

Matteo 7: 7

A Youssef piace molto discutere di religione con il suo amico straniero John, un seguace di Gesù. Egli trova la fede del suo amico in Gesù intrigante, ma a volte sembra che Youssef sia più interessato a parlare di quanto in realtà la ricerchi la verità.

Uno dei cugini di Youssef, Ahmed, ha acquistato una Bibbia dopo aver visto un film mentre si trovava all’estero. Al ritorno di Ahmed in Libia, interrogò John sulla vita di Gesù e sul perché Egli dovesse morire per il nostro peccato. Ahmed non è ancora sicuro di potersi fidare di ciò che è scritto nella Bibbia, perché, come la maggior parte dei musulmani, anch’egli crede che la Bibbia sia stata cambiata.

Per Youssef e suo cugino Ahmed, la religione serve in qualche modo per “guadagnare punti” con Dio. Essi, ad esempio, credono che si guadagna più punti pregando nella moschea piuttosto che in casa. Dare generosamente ai poveri e ai bisognosi procura anche molti punti. Nel giorno del giudizio, essi credono che Dio metterà tutto il nostro bene e tutte le nostre cattive azioni su di una bilancia; se le buone azioni pesano più che le cattive azioni, è possibile che Dio vi permetterà di entrare in Paradiso. Youssef e Ahmed comprendono che il modo in cui John parla della salvezza, della preghiera e del digiuno è diverso, ma pensano che probabilmente John sia stato ingannato.

Tareq è un altro libico islamico che fece amicizia con uno straniero di nome Paul, avendo lavorando nel suo paese. Per curiosità Tareq ha iniziato a chiedere al suo nuovo amico Paul a riguardo della sua religione. Dopo la conversazione Tareq scaricò la Bibbia da internet e iniziò a leggere il libro dell’Apocalisse. Aveva già udito alcune storie su Gesù e aveva sentito dire che Egli aveva i capelli bianchi. Tareq fu molto sorpreso quando lesse in Apocalisse che Gesù ha davvero i capelli bianchi. Alcuni conoscenti di Tareq hanno anch’essi iniziato a leggere su Gesù e la Bibbia per poi sottoporre a Paul delle domande.

I libici si sforzano di far sentire gli ospiti a casa e potrebbero porre delle domande di cortesia o anche semplicemente per iniziare una conversazione, ma questo non sempre significa che hanno davvero un cuore desideroso di conoscere di più. Tuttavia Dio sta mettendo i libici in contatto con il Suo popolo in molti modi diversi, e ciò che può iniziare come una conversazione educata può sfociare in qualcosa di più profondo e incoraggiarli a cercare la verità.

L’instabilità e il caos hanno destabilizzato i libici, costringendoli fuori da una vita scontata, alla ricerca di qualcosa di più, soprattutto a riguardo della pace e della verità. La Bibbia dice che non dobbiamo stancarci di fare il bene, e che così facendo raccoglieremo a suo tempo (Galati 6:9). Non stanchiamoci di chiedere e di bussare alla porta del cielo affinché gli occhi dei libici siano aperti, in modo che diventino consapevoli del loro bisogno del Salvatore. Pregate che vengano a Gesù, che presentino a Lui le loro necessità, affinché Egli possa ancora salvare e guarire.

Leggere, meditare e pregare su Marco 10:46-52


15-11-05

Linee di confine

Io”, dice il SIGNORE, “sarò per lei un muro di fuoco tutto intorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei”.

Zaccaria 2:5

La Libia ha 1.770 chilometri di costa e 5.000 chilometri di frontiere terrestri, per lo più in zone desertiche e scarsamente popolate.

Gheddafi, che è stato ucciso in Libia durante la rivolta del 2011, sostenne d’aver ricevuto ogni anno cinque miliardi di Euro dall’Europa per compensare i costi di sorveglianza delle frontiere e la lotta contro il contrabbando di persone. Gheddafi ha usato le sue politiche d’immigrazione per fare pressioni sull’Europa, aprendo e chiudendo le porte agli immigrati a seconda dello stato delle relazioni della Libia con i membri dell’Unione Europea (in particolare con l’Italia, ex potenza coloniale in Libia). In assenza di autorità statali dopo la caduta di Gheddafi, i confini della Libia sono ora sfruttati dall’ISIS e da altri gruppi estremisti, dalle milizie e dai trafficanti. Con milioni di dollari di profitto attraverso il contrabbando di frontiera, queste organizzazioni hanno usato il traffico di persone, armi e droga per finanziare le loro attività. Tribù come i Tuareg e i Tebu, dipendono dal reddito che ricevono nell’assistere questi traffici transfrontalieri, che sono ormai la loro principale fonte di reddito.

La mancanza di un governo stabile e unito e di una forza di polizia, permette a questi traffici di continuare. Questo non è distruttivo solo per la Libia, ma sfrutta anche e mette in pericolo i rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.

Gli africani subsahariani vengono introdotti clandestinamente in Libia attraverso i confini meridionali (con il Sudan, il Niger e il Ciad). I Siriani, che costituiscono una percentuale significativa delle persone vittime della tratta, di solito arrivano dall’Algeria.

La Tunisia ha subito due attacchi terroristici quest’anno, le autorità affermano che questi sono dovuti al fatto che il confine con la Libia è scarsamente controllato. In entrambi gli attacchi, i tunisini coinvolti si erano introdotti oltre il confine libico per ricevere una specifica formazione dall’ISIS.

I confini della Libia hanno permesso a forze tenebrose di mietere distruzione nella vita dei libici e non solo. Durante il vostro tempo in preghiera di questa settimana, pregate che Gesù, la Luce del mondo, affinché espella queste potenti forze delle tenebre.

Leggere, meditare e pregare sul Salmo 18:7-15


15-10-29

A cosa assomiglia la chiesa?

Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.

Giovanni 4:23

Paul fece amicizia con alcuni libici nella città dove viveva. Avrebbe voluto fare spesso delle domande sulla loro religione: “Perché il Corano parla di Gesù morente? Perché dite che la Bibbia è stata cambiata? Il Corano dice che lo è stata?”
I suoi amici non avevano mai considerato queste domande prima, e questo li faceva sentire a disagio.

Un giorno Mukhtar chiese a Paolo se poteva andare in chiesa con lui. Paolo aveva già un appuntamento quel giorno e non poté andare, ma spiegò a Mokhtar che la chiesa non era solo un edificio fisico, ma riguarda piuttosto l’essere in comunione con gli altri credenti. La chiesa può essere ovunque.

Mokhtar non fu soddisfatto dalla risposta e andò in una chiesa per conto suo. Il sacerdote lo accolse, chiese il suo nome e da dove venisse. Mokhtar mentì circa la sua nazionalità perché aveva paura che qualcuno lo potesse scoprire. Se ne andò subito dopo il culto.

Tuttavia, una certa fame di sapere cominciò in lui. Andò da Paolo con le sue domande: “Chi adora la gente in chiesa? Dio o Gesù?”.
Nel frattempo Mokhtar, scherzando di fronte agli altri sui amici, cercava di ragionare su quest’ultima esperienza. Tuttavia, uno di questi s’incuriosì a sua volta e decise di voler anch’esso visitare questa chiesa.

L’attuale clima di violenza in nome della religione fa si che molti libici musulmani comincino a dubitare della loro fede. Ciononostante la “cristianità”, così com’è raffigurata in televisione o negli edifici tradizionali delle chiese, è qualcosa di estraneo alla loro cultura. Essi non solo hanno bisogno di una rivelazione di Gesù, ma anche una rivelazione su ciò che la Chiesa è in realtà.

Anche i Libici che seguono Gesù hanno necessità di sperimentare e comprendere cos’è realmente la Chiesa. Quando guardano la TV, vedono i cristiani riunirsi per adorare in grandi edifici e questo non è possibile per loro. Pregate che il Signore Gesù metta questi credenti in contatto tra di loro, in modo che possano vivere la comunione fraterna in un modo adeguato al contesto in cui vivono.

Leggere, meditare e pregare su Atti 2:21, 37-47


15-10-22

Kufra

Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa.

Isaia 43:19

Il sud-est della Libia è dominato dalle vaste distese del deserto del Sahara. Nel mezzo di questo enorme deserto vi è la conca di Kufrah. Questa ospita un piccolo numero di Oasi. Queste sarebbero di poco conto se non fosse che si trovano in un luogo strategico, nel bel mezzo del deserto.

Grazie alla sua posizione, Kufrah è da tempo un centro per il commercio legale e illegale. Si tratta di un punto di snodo per il contrabbando, la droga, la tratta di migranti e clandestini. La zona è governata da un cartello di tribù che sfidano il governo. Spesso, pur di continuare il loro commercio e di mantenere l’autonomia, condividono una parte dei loro profitti con questo.

La zona è anche un luogo sacro per l’ordine Senussi, una forma Sufi dell’Islam. Divenne tale quando il leader Senussi nel 1894 decise di trasferirsi in Kufrah per la propria sicurezza. In seguito nel 1951, il leader Senussi, re Idris, divenne sovrano della Libia. Mantenne questa posizione fino a quando fu rovesciato nel 1969 dal colpo di stato organizzato dal colonnello Gheddafi.

Kufrah resta intimamente legata alla politica nazionale, alla religione e ai movimenti migratori. Pregate che Kufrah diventi un luogo di benedizione, che possa realizzare il suo potenziale per diventare un centro d’influenza positiva. Pregate che la gente venga a conoscere una popolazione trasformata da Cristo, perché i Suoi piani e gli scopi sono più grandi e più dolci di tutto ciò che in questo momento essa conosce.

Leggere, meditare e pregare su Isaia 35:4-8


15-10-16

Media

Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore.

Geremia 29:13

Una nota professoressa libica che aveva lavorato in occidente redisse un articolo sugli eventi in corso in Libia su di un popolare sito web della sua nazione. Scrisse che finora aveva convinto cinque giovani donne libiche a tornare indietro all’Islam; queste erano divenute cristiane attraverso dei messaggi evangelici condivisi con loro attraverso i social media. Tuttavia, l’ultima di queste donne le ha detto: “Questo è il Signore che voglio seguire e adorare. Egli è un Dio d’amore, di pace e onestà, a differenza di ciò che vediamo nell’Islam, specialmente in questi giorni di conflitto, di contraddizioni e di crudeltà … Egli è l’unico che può garantire il paradiso per tutti quelli che credono … Guardi quello che il Signore mi ha detto oggi” … La giovane donna fece leggere alla professoressa un messaggio sul suo cellulare che cominciava con: “Lettera dal tuo Padre celeste … “.

Questo fu come un campanello d’allarme per la professoressa. Mentre gli sceicchi e i leader religiosi in Libia stavano discutendo tra loro, incapaci di rispondere alle domande dei giovani i quali mettono in discussione la loro religione, queste giovani donne stavano cercando e avevano trovato un altra via per andare a Dio. Il professore incontrò poi diversi adolescenti che avevano accettato questa via, la Via di Gesù, i quali dicevano che avevano trovato la gioia e la pace in Gesù.

Nell’articolo citò diversi passi della Scrittura e alcune conversazioni a livello spirituale avute attraverso il sito, questo ha incuriosito molti libici che visitavano il sito per cercare di comprendere di cosa stesse parlando. Lei descrisse questo fatto come “una voce libica per i libici”.
Lodiamo Dio che ha utilizzato questa professoressa per aiutare delle persone a trovare un modo per accedere alla verità.

Dio sta usando gli strumenti digitali non solo per comunicare il messaggio del Vangelo ai libici, ma anche per incoraggiare i seguaci di Gesù che si trovano in quella nazione. Con la disponibilità di internet, i libici possono essere raggiunti attraverso siti web e social media. Sempre più persone accedono a internet attraverso i loro smartphone e visitano dei siti cristiani e le pagine di Facebook alla ricerca di risposte alle loro domande e problemi.

Non tutti sono contenti di questo. Le autorità cercano di bloccare i siti cristiani in modo che non sia possibile accedervi dall’interno del paese.

Mentre meditate sulla Parola di Dio, pregate che i libici desiderino cercare e trovare la verità su Gesù quando utilizzano i social media. Pregate che lo Spirito Santo metta in collegamento dei credenti con le persone in cerca attraverso internet e che nessun potere o autorità possa impedire questo.

Leggere, meditare e pregare su Isaia 55:1-11


15-10-08

Tuareg

Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro re, cantate! Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un inno solenne.

Salmo 47:6-7


www.ibtimes.co.uk

Nonostante l’attuale clima di conflitto e di depressione economica, nei primi di giugno le tribù Tuareg si sono incontrate nella città di Ghat per l’annuale festival del loro patrimonio storico musicale. Possano i loro canti e balli trasformarsi in lode e adorazione al Re!

I Tuareg libici costituiscono una popolazione di circa ventimila persone e vivono nel sud-ovest del paese vicino alle cittadine di Obari e Ghat. Originariamente i Tuareg vivevano come nomadi nel deserto del Sahara; oggi si trovano anche in paesi limitrofi come Niger, Mali e Algeria. I Tuareg in Libia parlano il dialetto berbero Tamahaq.

Sotto il vecchio regime i Tuareg erano emarginati, privi di cittadinanza e di rappresentanza politica. Gheddafi assunse i Tuareg da altri paesi perché combattessero per lui durante la rivoluzione.

I Tebus, un altro gruppo tribale, ha combattuto invece dalla parte opposta con i rivoluzionari. Di conseguenza dal 2011 si verificano scontri tra i Tebus e le altre tribù. Tra le principali cause di questo conflitto ci sono le dispute per il controllo delle rotte commerciali del sud così come dei giacimenti di petrolio. Recentemente, gli anziani di entrambe le locali tribù Tuareg e Tebu hanno concordato un cessate il fuoco, che si spera si trasformi in un accordo di pace.

Vista la crescente presenza di gruppi islamici estremisti nel sud della Libia, prega che i Tuareg non si radicalizzino, ma che piuttosto vengano affrontati i loro bisogni, che s’incontrino per sostenere lo sviluppo economico, le opportunità di lavoro, trovino sostegno per la loro lingua e cultura, che ottengano la cittadinanza e i diritti connessi.

Leggere, meditare e pregare su Romani 15:9-13


15-10-01

Sogni e visioni

<<Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni…

Gioele 2:28

Quando Waleed aveva dieci anni, ebbe un sogno: una porta si aprì per lui in Cielo e dietro quella porta le persone indossavano abiti bianchi e c’era pure una grande luce che li circondava. Poi, quando divenne un adolescente, quella porta si aprì per lui nuovamente allo stesso modo.

Per molti anni ricercò la verità sforzandosi di adempiere le cinque preghiere rituali dell’Islam; gridava a Dio, finché un giorno incontrò un discepolo di Gesù che lo introdusse alla Bibbia.

La notte in cui Waleed accettò Gesù come Salvatore e Redentore, Cristo gli apparve nuovamente in sogno: Gesù era appeso alla croce tutto lacerato, guardava Waleed mentre si avvicinava a Lui. Quando la mattina seguente Waleed si svegliò, raccontò a sua madre ciò che aveva sognato riguardo a Cristo crocifisso e trafitto sulla croce.

Lei le disse: “Questo significa che hai avuto una potente vittoria su qualcosa”, e non lo rimproverò. La notte successiva Cristo gli apparve in un aspetto meraviglioso, aprì la Bibbia per lui e disse a Waleed: “Io sono la Verità e la Vita”.

La visione continuò dopo due giorni, Cristo gli apparve con un forte rumore. La Bibbia fu aperta e le sue parole venivano proclamate da una Luce. Non aveva mai visto tanta luce nella sua vita. Quando si svegliò si ricordò del sogno che aveva fatto quando aveva dieci anni.

Ora sapeva cosa c’era nel suo cuore: amore per Cristo, per la religione d’amore e comunione con il Signore della vita. Sapeva di aver ricevuto la vita eterna a causa del suo amore per Cristo.

Ora vive per Gesù senza che la sua famiglia ne sia a conoscenza, perché sa cosa potrebbe succedergli, la sua vita sarebbe in pericolo. Nonostante questo egli cerca di condividere la sua fede con le persone che incontra.

Waleed dice: “Io non conoscevo il significato della vita fino a quando ho incontrato Cristo e ho appreso del mio amore per Lui nel mio cuore”

Dio sta usando sogni e visioni per guidare i libici verso di Lui. Una discepola libica di Gesù spiega che i libici danno un’enorme importanza ai sogni. Se qualcuno riceve una visione o un sogno lo prende sul serio e sarà quindi pronto ad ascoltare e a ricevere Gesù. Quando poi riceve una Bibbia, non la leggerà solamente ma la “divorerà”. Continuiamo a chiedere che i sogni e le visioni riguardo a Gesù aumentino.

Leggere, meditare e pregare su 1 Giovanni 1:1-7


15-09-24

Tobruk

Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio;

Romani 10:3

Tobruk è una città portuale sulla costa orientale del Mediterraneo della Libia, vicino al confine egiziano, ha una popolazione di circa 120.000 persone.

La città ha un porto profondo, solido e naturalmente protetto. È probabilmente il miglior porto naturale nel Nord Africa, ma non ha luoghi di sbarco evidenti, essendo circondato da scogliere e dal deserto. Il deserto circostante è popolato perlopiù da pastori nomadi che si spostano di oasi in oasi.

Tobruk è stata resa famosa durante la Seconda Guerra Mondiale per essere una roccaforte strategica per gli alleati che, sotto assedio, cercavano di ritardare l’avanzata tedesca verso l’Egitto.

Dopo l’indipendenza della Libia nel 1951, il re Idris stabilì il suo palazzo a Bab Zaytun, in città. Tobruk fu tradizionalmente una roccaforte della dinastia reale Senussi e una delle prime città a ribellarsi contro Gheddafi. Subito, all’inizio della rivoluzione 2011, la città passò sotto il controllo del Cnt (Consiglio nazionale di transizione) che si opponeva Gheddafi.

Nel settembre 2014 l’HOR (la Camera dei Deputati del governo riconosciuto a livello internazionale), si trasferì da Tripoli a Tobruk dopo che la milizia chiamata Alba della Libia, occupò la capitale nel mese di agosto e istituì un gruppo rivale, il GNC (Congresso Nazionale Generale).

Tobruk ha visto meno violenza rispetto alle altre città libiche, ma non ne è stata certo esente. Nel maggio del 2015 uomini armati hanno tentato di assassinare Abdullah al-Thinni, Primo Ministro dell’HOR sulla strada verso l’aeroporto, ma egli riuscì a fuggire. L’attacco è stato attribuito ai capi tribali di Tobruk.

Tobruk sta giocando un ruolo chiave nell’attualità della Libia. Diversi accordi di pace tra i governi di Tobruk e Tripoli non sono però andati a buon fine.

Recentemente qualcuno ha postato queste frasi su una pagina di Facebook di questa città:

Non pensare molto, ma perdona molto.

Dio apre la porta attraverso il perdono e non attraverso il pensiero.Anchor
Chiedi perdono a Dio Onnipotente e pentiti davanti a Lui”.

Forse questa è la chiave per il popolo della Libia e di Tobruk: riconciliarsi gli uni con agli altri.

Mentre preghi per questa città, prega anche per la loro riconciliazione con Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Leggere, meditare e pregare su 2 Corinzi 5:18-21


15-09-18

Eid al-Adha

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse:
«Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

Giovanni 1:29

Omar, è un uomo single sulla trentina, con un carattere naturalmente sociale ed estroverso. Ultimamente però è stato molto depresso a causa della situazione in Libia. Ha combattuto dalla parte dei ribelli durante la rivoluzione del 2011, ma d’allora non è più stato coinvolto con nessuna delle milizie.

Camminare per la città può essere molto pericoloso in questi giorni. Un giorno, mentre stava facendo la spesa per la sua famiglia, si è trovato in mezzo al fuoco incrociato di alcuni miliziani e ha dovuto correre per salvarsi la vita. “Voglio solo la pace, la pace, la pace…”, dice.

Non lavora e trascorre la maggior parte del suo tempo a casa davanti alla TV o a navigare in internet, nella speranza che questo possa aiutarlo a dimenticare. Si vergogna del suo paese ed è imbarazzato da tutta l’ingiustizia e l’uccisione di persone innocenti da parte di diversi gruppi, in particolare del sedicente Stato Islamico. Le uccisioni dell’ISIS in Libia hanno scioccato tutto il mondo, ma lui e gli altri libici, rispetto al mondo occidentale, sono ancora più sconvolti dalle barbare esecuzioni avvenute quest’anno.

La prossima settimana è l’Hajj (il pellegrinaggio alla Mecca), uno dei pilastri dell’Islam. Tutti i musulmani come Omar che non vi potranno andare, celebrano ancora l’Eid al Adha, la festa del sacrificio, che consiste nel sacrificare una pecora in ricordo del sacrificio di Abramo fatto migliaia di anni fa. Dopo le preghiere del mattino presso la moschea, dove è letta la storia di Abramo (leggermente diversa da quella della Bibbia), gli uomini tornano a casa per uccidere e macellare le loro pecore (a volte un cammello, condiviso poi tra le famiglie), mentre le donne trascorrono il resto della giornata per preparare diversi piatti. Nei due giorni successivi si visiteranno gli amici e i bambini potranno passeggiare nei loro vestiti nuovi.

Molte persone come Omar sono stanche di tutti i combattimenti e sperano che la festa di Eid al-Adha possa portare qualche sollievo (anche solo temporaneamente) dai combattimenti in corso e dalle cattive notizie.

Mentre leggi e mediti sulla (vera) storia di Abramo, prega lo Spirito Santo di portare rivelazione quando è letta questa storia nelle moschee, affinché comprendano che Gesù, l’Agnello di Dio, è l’unico sacrificio di Dio per il loro peccato e vergogna.
Il Corano afferma chiaramente che il figlio di Abramo fu riscattato da una grande sacrificio, un montone che Dio ha provveduto. Chiediamo che anche queste persone possano diventare eredi spirituali della benedizione promessa ad Abramo.

Leggere, meditare e pregare su Genesi 22:1-18


15-09-10

Il Giorno dei Martiri

È preziosa agli occhi del SIGNORE la morte dei suoi fedeli.
Salmo 116:15

Hanno cercato di seppellirci. Non sapevano che eravamo semi.
Proverbio messicano

Ogni anno il 16 settembre i libici commemorano il Giorno dei Martiri in onore dei caduti, delle vittime sotto i regimi dittatoriali di Benito Mussolini (che governò quando la Libia era una colonia italiana), e di Muammar Gheddafi. Cerimonie solenni in memoria delle vittime si svolgono in tutto il paese.

Negli ultimi anni anche i cristiani sono stati martirizzati per la loro fede. Nel mese di febbraio e aprile 2015, il mondo è rimasto scioccato dai brutali omicidi di cristiani egiziani ed etiopi. Tuttavia, anche prima di questi episodi, i cristiani in Libia hanno sofferto molto.

Il 30 maggio 2014, un ragazzo iracheno di nome Danny, cristiano, andò a giocare con i suoi amici e non fece più ritorno. Fu ucciso a causa della sua fede. Sua madre diede la sua testimonianza in un’intervista televisiva su un canale satellitare che trasmette nel mondo arabo.

“Quando abbiamo saputo la notizia del suo assassinio, la nostra famiglia e gli amici piangevano, mentre io mi sono trovo a cantare inni, rimanendo esterrefatta dalla mia stessa reazione”.

“Quando siamo andati a vederlo per l’ultima volta prima della sepoltura, è stato molto difficile, ma ho detto a Gesù: Per favore, dammi i Tuoi occhi per vedere mio figlio e dammi la forza per essere in grado di sopportare. Sono andata a vedere mio figlio cantando ancora inni”.

“In macchina ho chiuso gli occhi e ho avuto una visione di Danny che indossava una veste bianca e una corona di fiori. Ho visto Gesù seduto sul trono e gli angeli che lo circondano, che accoglieva mio figlio”.

“Il Signore mi ha confortato, così come la gente che ha partecipato al funerale; tutti piangevamo per Danny. Ma ho detto loro: Mio figlio è vivo nel regno, che il nome del Signore sia glorificato!”.

“La maggior parte delle persone intervenute non erano cristiane, e sono rimaste molto sorprese per la calma e il conforto che stavo ricevendo”.

Quello che il nemico progetta per il male, Dio lo cambia in bene. La testimonianza di perdono nei confronti degli assassini e il messaggio della croce sono stati trasmessi nel mondo.

Mentre mediti su Apocalisse 12, cerca quale ragione dà la Scrittura riguardo le persecuzioni e il martirio. Come possono i seguaci di Gesù in Libia camminare vittoriosamente? Prega per loro, così come lo Spirito ti conduce leggendo questi versetti.

Leggere, meditare e pregare su Apocalisse 12: 9-12


15-09-03

I Tebu

Il SIGNORE è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio.

Salmo 18:2

Due ragazze parlavano a bassa voce in una cella della polizia, non in arabo ma in Tedaga. Una delle poliziotte presente in cella parlava pure la loro lingua.

Erano state arrestate per ubriachezza (cosa che non erano) e stavano maledicendo i libici per averle arrestare ingiustamente. Erano molto spaventate all’idea che le loro famiglie potessero scoprire che si trovavano in carcere, portando così disonore sulle loro famiglie, così telefonarono a casa cercando d’inventare una storia. Una di loro stava studiando per diventare infermiera, così chiese a una guardia di fingere che lei fosse un medico e di dire che aveva dovuto lavorare fino a tardi.

Alle tre del mattino una delle loro madri telefonò e dopo quella chiamata la figlia afferrò del detersivo e tentò d’ingerirlo nel tentativo di uccidersi, ma l’altra ragazza lottò con lei per impedirle di bere e chiese alla guardia di portare del latte come antidoto. La guardia costrinse la ragazza a bere il latte, dopodiché lei si addormentò.

Il giorno successivo venne uno zio, parlò a lungo con la guardia, diede del cibo alle ragazze che in fine furono finalmente rilasciate.

Le ragazze e la donna della polizia sono Tebu. I Tebu in Libia appartengono alla tribù Teda e vivono nel sud-est della Libia vicino a Kufra. Prima della guerra civile la popolazione Teda in Libia era di circa quattromila persone, diecimila erano in Niger e ventottomila in Ciad.

Sono per lo più nomadi o pastori semi-nomadi, ma coltivano anche datteri e grano nelle oasi. I clan hanno la priorità sull’uso di alcune oasi, palmeti, terreni coltivabili e sorgenti. Le relazioni sociali sono basate sulla reciprocità, ospitalità e assistenza. Furto e omicidio all’interno del clan sono proibiti e gli animali rubati devono essere restituiti.

Sotto Muammar Gheddafi la minoranza Tebu ha subito una discriminazione massiccia. Nel 2007 sono stati spogliati della loro cittadinanza libica ed è stato negato loro l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Nel 2008 un gruppo armato, i TFSL (Toubou Fronte per la Salvezza della Libia), ha organizzato una rivolta contro il governo. Il regime di Gheddafi ha continuato a sfrattarli e a demolire le loro case.

Durante la rivoluzione del 2011 i Tebu si schierarono con le forze anti-Gheddafi ribelli e hanno partecipato alla campagna di Fezzan, impossessandosi di diverse città.
Si fanno chiamare i “Rock People” perché la loro patria ancestrale sono le montagne Rocky Tibesti.

Pregate affinché trovino la vera Roccia e fondino la loro vita su di Lui.

Leggere, meditare e pregare su Matteo 7:24-27


15-08-27

Grido

“Alzatevi, gridate di notte, al principio di ogni veglia!
Spandete come acqua il vostro cuore davanti alla faccia del Signore!
Alzate le mani verso di lui…”

Lamentazioni 2:19

Le notizie riguardanti le vittime di tutti i combattimenti in Libia sono così travolgenti che possono anestetizzare i nostri sensi, tanto che potremmo dimenticarci che delle persone reali vi sono coinvolte. Quanto segue è un messaggio, un grido disperato da parte di un libico che vive in una città del deserto che non compare spesso nelle notizie:

“Oggi sono andato in ospedale per visitare il fratello del mio migliore amico. È stato colpito da un tiratore sconosciuto.

In camera c’era anche un bambino di circa sette-otto anni. Entrambe le gambe gli sono state falciate dalle schegge di uno di quei colpi di mortaio che sembrano arrivare casualmente. Dormiva con la madre nel cortile della sua casa quando un proiettile è caduto su di loro. Sua madre è stata lacerata ed è morta sul colpo, mentre lui ha perso le gambe.

Nella stanza d’ospedale stava giocando con un videogioco, sorridente, cercando di superare il dolore con sorprendente volontà. Non potei più sopportare quella scena, mi precipitai fuori dalla stanza e cominciai a piangere a dirotto, non ce la facevo più. Che tipo di orribili persone può fare questo? Chi può avere una mente così contorta e malata da togliere l’innocenza a un bambino? I miei amici hanno cercato di consolarmi. Mi hanno detto di essere forte come quel ragazzo.

Tornai in camera e gli sorrisi, lui sorrise a me. Con grande difficoltà controllai le mie lacrime e le mie emozioni.

Guardate quanto lontano siamo arrivati. Questo è un incubo, non è reale, io voglio svegliarmi! Voglio indietro i miei amici morti. Voglio che la gente torni a essere com’era prima. …Dio mio, aiutaci!

Non posso davvero più sopportare tutto questo. Ne ho abbastanza. C’è un grido dentro di me che dice… Basta!… Basta con le uccisioni!… Per favore Dio, toglimi via questo dolore”.
Uniamoci in preghiera a favore di quest’uomo e di molti altri libici che stanno soffrendo. Possano le loro sofferenze portarli a Colui che vuole asciugare le loro lacrime.

 Leggere, meditare e pregare su Apocalisse 21: 1-7Anchor


15-08-20

Tripoli

<<Coloro ai quali nulla era stato annunciato di lui, lo vedranno; e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno>>.

Romani 15:21

Tripoli, capitale della Libia e la città più grande (con una popolazione di circa due milioni di persone) si trova nel nord-ovest della Libia, lungo la costa del Mediterraneo. Fino a luglio 2014, dopo la rivoluzione di Tripoli era relativamente stabile rispetto alla seconda città più grande della Libia, a est, Bengasi. Tutto questo è cambiato dopo che gli islamisti hanno perso le votazioni nell’elezioni popolari del 25 giugno 2014.

Poche settimane dopo le elezioni, gli scontri tra le milizie scoppiati intorno all’aeroporto internazionale di Tripoli, della durata di quasi sei settimane, hanno lasciato sul campo quarantasette morti e centoventi feriti. L’aeroporto e milioni di dollari di aerei sono stati distrutti e un violento incendio scoppiò nel deposito di petrolio vicino all’aeroporto. Per diverse settimane ciò causò scarsità di carburante, cibo, ed energia per i residenti di Tripoli.

Le Brigate di Misurata, note anche come Alba Libica, alla fine presero il controllo dell’aeroporto, e tre giorni dopo i membri del Congresso Generale Nazionale del precedente governo (GNC) istituirono il governo di salvezza nazionale con Omar Al-Hassi come suo primo ministro. Entro il primo settembre 2014 la maggior parte dei ministeri del governo di Tripoli erano stati rilevati dalle milizie armate.

Nel frattempo, il governo legittimamente eletto, guidato dal Primo Ministro Abdullah Al-Thinni, fuggito dalla capitale si rifugiò nella parte orientale di Tobruk. All’inizio di agosto, la maggior parte delle ambasciate occidentali e arabe, così come la Missione delle Nazioni Unite di supporto in Libia (UNSMIL), avevano ritirato il loro personale di Tripoli e stanno ora lavorando da Malta e da Tunisi.

Ora sono pochissimi gli stranieri che vivono in città, e il valore della moneta libica è sceso di quasi il 50%. I prezzi sono in aumento, mentre le distribuzioni del governo sono in diminuzione; nonostante questo le condizioni di vita nella capitale sono migliorate nel corso dell’ultimo anno. La gente ha l’elettricità, carburante e cibo, ma la città rimane instabile. Nel mese di novembre 2014, la statua iconica di Tripoli Ghazalla è stata distrutta, e ci sono stati anche attacchi contro un certo numero di santuari sufi di epoca ottomana. Nel gennaio 2015, il più grande e moderno supermercato di Tripoli è stato dato alle fiamme dagli estremisti, e nello stesso mese c’è stato un attacco terroristico al lussuoso Corinthia Hotel, che ha causato la morte di tredici persone. I rapimenti da parte di elementi criminali sono in aumento e grandi quantità di denaro sono richieste per il riscatto. Anche se apparentemente la situazione sembra più calma rispetto all’est del paese, c’è sempre una grande paura.

A dispetto dei combattimenti in alcuni quartieri e il pericolo che alcuni bambini (e le loro famiglie) affrontano anche a scuola, questi fanno del loro meglio per frequentare le lezioni, così viene data loro l’opportunità di uscire di casa e di essere occupati.

Prendiamoci del tempo questa settimana per elevare questa città al trono di Dio; che i suoi abitanti gridino al Dio vivente e trovino la verità, la pace e la sicurezza.

Leggere, meditare e pregare su Geremia 29:12-14


15-08-14

Miracoli

Gesù, convocati i dodici, diede loro l’autorità su tutti i demòni e il potere di guarire le malattie. Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire i malati.

Luca 9:1-2

Joy, una seguace di Gesù, venne in Libia con il marito e i suoi figli alla ricerca di migliori opportunità di lavoro. Nel corso degli anni crebbe vicino a delle famiglie libiche, le quali notarono la sua devozione verso Dio e rimasero sorprese di sapere che anche lei digiunava, nonostante non fosse una musulmana.

Un giorno Asma, la datrice di lavoro di Joy, le disse che aveva un cancro. Doveva ricoverarsi per l’intervento chirurgico ma aveva paura di andare incontro alla morte. Joy le disse: “Tu non morirai. Se credi in Gesù, e se io prego per te, andrai ad operarti e non morirai”.

Joy mise la sua mano sull’addome di Asma e pregò per la sua guarigione nel nome di Gesù. Asma subì l’operazione in un’altra città ma rimase in contatto con Joy. Fu molto grata di essere sopravvissuta.

Assad è un seguace di Gesù, un giorno si ammalò e tutti credevano che sarebbe morto. “Dio lo punirà per aver girato le spalle all’Islam”, la gente pensava. Tuttavia, attraverso le preghiere dei credenti in tutto il mondo, Dio lo guarì miracolosamente. Quando Hana, la sua vicina di casa, venne a sapere del suo recupero, decise di seguire Gesù in modo che Egli avrebbe guarito anch’essa dal suo cancro. I medici pensavano che lei sarebbe già dovuta morire, ma attraverso le preghiere di molti divenne invece più forte.

Attraverso l’obbedienza di coloro che seguono Gesù, i libici possono testimoniare che c’è potere nel nome di Gesù. Nel Corano è anche scritto che Gesù guariva i malati. Preghiamo che il potere di Gesù possa essere rivelato anche attraverso i miracoli.

Leggere, meditare e pregare su Atti 4:1-14


15-07-30

Accesso alla Parola di Dio

ma la parola di Dio non è incatenata

2 Timoteo 2:9

La Bibbia, così come altra letteratura cristiana in lingua araba, non era certo la benvenuta in Libia sotto il regime di Gheddafi. E oggi, ancora non lo è.

Abeer, una donna araba di un altro paese, costruì una forte amicizia con la sua vicina libica, Asma. Asma fu molto generosa e consegnò dei doni e dei vestiti per i figli della sua amica. Accettare e fare regali è importante nella cultura libica. Per mostrare il suo apprezzamento e amicizia, Abeer volle dare ad Asma una Bibbia, ma Asma rifiutò rispondendo: “Questo è sbagliato, se accetto potrei essere considerata un’infedele. Dio penserà che sono cattiva”.

Mohammed era un poliziotto a guardia di un credente che era stato imprigionato presso la locale stazione di polizia. Mohammed era molto curioso di sapere a riguardo della Bibbia in possesso del credente. Aveva sentito parlare della Bibbia e di come gli fosse assolutamente vietato leggerla. Ma questo lo rendeva ancora più curioso. Chiese quindi se poteva guardare la Bibbia e il credente gliela consegnò, evidenziando alcuni passaggi, spiegando come i Salmi portano conforto ed esponendo di cosa parlano i Vangeli.

Mohamed riconsegnò la Bibbia al prigioniero e se ne andò. Ma pochi minuti dopo ritornò perché voleva mostrarla ad un suo amico.I musulmani credono che il profeta Maometto ricevette le prime rivelazioni del Corano durante il mese di Ramadan. Alcuni dei versi del Corano in realtà incoraggiano le persone a leggere la Bibbia, ma c’è ancora molta paura e resistenza che impedisce alle persone di ricevere e leggere la Bibbia. Lo Spirito Santo però utilizza questi versetti del Corano e anche il fatto che la Bibbia sia vietata in Libia per suscitare curiosità nelle persone sul Libro dei cristiani e su Gesù.

Ora le persone sono in grado di scaricare la Bibbia in arabo da un sito web e leggerla su un dispositivo mobile. Ciò è possibile a causa della mancanza di un governo centrale. Ma la gente ha paura che i gruppi estremisti possano introdursi nel loro computer o telefoni, per poi colpirli o ucciderli. La paura tiene ancora la gente in cattività e lontano dalla verità.

Mentre meditiamo sul passaggio di questa settimana, prega per un aumento del desiderio e curiosità di leggere la Bibbia. Prega che lo Spirito Santo aiuti la loro comprensione.

Leggere, meditare e pregare su Luca 24:25-27; 44-46


15-07-23

Traffico sessuale

O SIGNORE, tu esaudisci il desiderio degli umili; tu fortifichi il cuor loro, porgi il tuo orecchio per render giustizia all’orfano e all’oppresso, affinché l’uomo, che è fatto di terra, cessi d’incutere spavento.

Psalm 10:17-18

La tratta di esseri umani è un commercio vantaggioso in Libia. Sotto il governo di Gheddafi, il traffico era un’industria di stato sanzionata e controllata dallo Stato. Alcuni trafficanti ben collegati controllavano gran parte del transito migratorio dall’Africa sub sahariana verso l’Europa. Dopo la rivoluzione 2011 il traffico è diventato un business selvaggiamente più prospero e più caotico. Chiunque con pochi collegamenti strategici potrebbe prendere parte nel traffico che muove immense quantità di denaro.

Il lato oscuro di quest’attività avviene quando i migranti non sono più in grado di pagare per il transito. In questi casi sono spesso tenuti in centri di detenzione, torturati, venduti in campi di lavoro o come schiavi del sesso, o uccisi. Questo trattamento brutale è un male comune con il passato regime. Gheddafi stesso era tristemente noto per vittimizzare sessualmente centinaia di schiavi nelle segrete private.

Un testimone del traffico sessuale in Libia ha detto: “Prendevano semplicemente la ragazza che volevano. Non avevano una coscienza, una morale, erano senza un briciolo di pietà, anche se questa era solo una bambina”. Un altro ha riferito: “Una semplicemente scomparve e non fu mai più trovata, nonostante suo padre e i suoi fratelli si misero alla sua ricerca. Un’altra è stata trovata tre mesi dopo, tagliata, violentata, che giaceva nel mezzo di un parco”.

Nonostante questi grandi mali, gioiamo nel Dio che tiene questi dimenticati nelle Sue mani. Egli non dimentica mai il loro dolore e non li lascia soli. Utilizza il Salmo seguente per gridare per conto degli schiavi in Libia.

Leggere, meditare e pregare su SalAnchormo 10


15-07-16

Solitudine

…a quelli che sono soli Dio dà una famiglia, …

Salmo 68:6

Ci sono alcune chiese in Libia dove i cristiani provenienti da altri paesi si riuniscono per il culto. Ai libici però è vietato dalle autorità e dalla loro società di visitare questi luoghi.

Gesù apparve a Rafiq quando era un adolescente. È stato un momento glorioso che ha avuto un grande impatto su di lui. Poco dopo che incontrò un parente più anziano, Ahmed, un seguace di Gesù che gli spiegò il Vangelo. A quel punto, Rafiq decise di seguire Gesù.

Molti anni sono passati, ma Rafiq segue ancora Gesù. A volte però si sente solo. Non è mai stato in una chiesa e anela di essere parte di un raduno di persone credenti dalla sua nazione per adorare insieme. Purtroppo però non gli è permesso di visitare le chiese dei forestieri; egli avrebbe davvero il piacere di vedere com’è quando i credenti si riuniscono. Non lo ha mai sperimentato. Rafiq  ama studiare la Bibbia e ha un profondo desiderio di comunione fraterna.

Un altro libico racconta la sua storia: Molti anni fa sono andato in una chiesa per stranieri in città per confessare la mia fede in Gesù. Tuttavia, il pastore rifiutò di incontrarmi. Uno degli altri nella chiesa mi parlò. Gli dissi: Io sono libico. Egli disse: Non è possibile, non puoi essere un libico. Risposi: La verità ci rende liberi e sto vivendo nell’amore di Cristo.

Come lasciai l’edificio capii il perché il pastore si era rifiutato di incontrarsi con me, c’erano dei poliziotti in attesa alla mia macchina. Uno di loro mi chiese di seguirlo nella sua auto. Mi disse che ero pazzo. <<Cosa pensi di fare?>>, chiese. Gli dissi che stavo studiando diverse religioni e che non sapevo che non potevo entrare in una chiesa. Prima di partire ottenne il mio numero di telefono, il mio indirizzo, dove studiavo, e altre cose. A causa di questo non sono mai stato in grado di tornare in una chiesa cristiana. Quando chiesi a un mio amico a proposito dell’accaduto, mi disse che ai cristiani è proibito predicare nel paese e che chiunque si converte alla religione cristiana si trova ad affrontare la morte.

Una delle cose più difficili per i seguaci di Gesù libici è la solitudine. Desiderano la comunione con gli altri credenti e l’incoraggiamento reciproco per stare forti nella fede. Noi, come corpo di Cristo, siamo in grado di incoraggiare e rafforzare i nostri fratelli e sorelle libici attraverso le nostre preghiere.

Questa settimana, i musulmani festeggiano Eid al Fitr, la festa di tre giorni per celebrare la fine del Ramadan, il mese sacro del digiuno. I cristiani libici potrebbero sentire ancora di più il loro desiderio di una famiglia spirituale per celebrare insieme la loro fede in Gesù in questo periodo.

Leggere, meditare e pregare su 1 Corinzi 12:12-27


15-07-09

La Porta Stretta

Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa.

Matteo 7:13

Ahlam aveva sempre creduto che Dio l’aveva creata e l’amava. All’età di sei anni iniziò a pregare e a digiunare. Amava la lettura del Corano, piangendo per amore di Dio. Allo stesso tempo, aveva questioni di cui non osava chiedere perché non voleva far arrabbiare Dio.

Una notte sognò che si trovava in un luogo buio tra cadaveri e teschi. Una mano bianca brillante distesa, le prese la mano, e la sollevò. Cercò di respingerla e sentì la sua mano cedere, ma quella mano non la lasciò andare. Urlò e saltò giù dal letto. Fu turbata e sentì che quello non era un sogno normale, così chiese a Dio di spiegarle il significato.

Un giorno, mentre faceva zapping attraverso alcuni canali televisivi, vide un pastore che disse: “Il Signore ti solleva dalla morte alla vita.” Queste parole la trafissero e si domandò: Se ero morta, poteva il Signore darle la vita?

Ahlam pregò Dio di mostrarle la strada giusta. Cinque volte al giorno si sottopose al lavaggio rituale che precede le preghiere, ma lei sentiva Dio dirle che Egli poteva sentire le sue preghiere anche senza alcun lavaggio. Mentre s’inginocchiò sul suo tappeto da preghiera, Dio le disse che poteva sentirla ovunque, ma Ahlam non era ancora pronta a lasciar andare questi rituali.

Poi in un altro sogno, vide una luce splendente, senza inizio né fine. Il suo spirito lasciò il suo corpo e si trovò difronte a una piccola porta aperta che conduceva verso il cielo. Prima di entrare disse: “Nel nome di Gesù il Vivente di Nazaret.” Un angelo parlò e le diede un nuovo nome. La gioia la consumava in questo luogo di pace.

Nei giorni che seguirono, Ahlam chiese a Dio di farle scuola mentre lei lottava con il dubbio. Guardò la TV mentre qualcuno diceva: “Entrate per la porta stretta, perché stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. Ampia è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione e sono molti che entrano per essa”. Da quel giorno credette in Gesù. Iniziò a leggere la Bibbia e il suo rapporto con il Signore è cresciuto; Ahlam sapeva che si stava trasformando in una persona nuova nello Spirito.

“Ogni giorno sono purificata dal di dentro”, dice Ahlam. “Gesù ha cambiato il mio modo di vedere gli altri e il mio modo di agire.”

Lode a Dio che ama tutti gli uomini, li invita a Lui, dicendo: “Eccomi, bussate alla porta”.

Leggere, meditare e pregare su Efesini 2


15-07-03

Un desiderio di perdono

Tutti quanti siamo diventati come l’uomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco; tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquità ci porta via come il vento.

Isaia 64:6

Durante il Ramadan molti musulmani praticano la loro fede con più fervore, sperando che i loro peccati siano perdonati. Di seguito il racconto di un fratello libico il quale ha condiviso parte del suo percorso per trovare Gesù:

La mia famiglia è molto amorevole e generosa. I miei genitori hanno fatto del loro meglio per darmi tutto il necessario. Siamo una famiglia normale che ha affrontato le solite difficoltà, le quali non erano mai più grandi di quello che potevamo gestire.

Ho iniziato a pregare fedelmente nella mia adolescenza. A sedici anni diventai molto zelante nelle preghiere rituali, dedicando a queste più tempo possibile. Ma non andavo alla preghiera del venerdì nella moschea perché pensavo che la gente era ipocrita e anche perché le prediche sembravano piene di parole fabbricate e ripetitive.

Nonostante tutte le mie preghiere, sentivo che Dio era molto lontano da me. Sembrava che tutte le mie preghiere si riversavano per terra e non trovavo nessuna risposta da parte di Dio. Dalla mia adolescenza ho sempre creduto che la ragione del suo silenzio fosse il mio peccato, che costituiva una barriera che mi impediva di andare avanti nella vita. Mi odiavo a causa di questo peccato. Pregavo con fervore alle tre, quattro di mattina. Avrei voluto piangere e pregare, chiedendo a Dio di avvicinarsi a me e proteggermi dal mio senso di colpa e dal peccato, ma non ho mai ricevuto risposta da parte di Dio. Mi sentivo come se lui non mi avesse mai accettato e perdonato.

La tristezza era la mia compagna e il peccato era il mio nemico. Mi sono dedicato alla lettura del Corano cercando, come fanno molti musulmani, di leggerlo tutto durante quel mese di Ramadan.

Fallii, e questo fu una grande delusione per me. Pregavo: “Perdona la mia colpa, o Signore, perché è grande”.

Mi piaceva andare in riva al mare e in altri luoghi isolati per cercare la solitudine e per avvicinarmi a Dio con la preghiera in lacrime. Rimasi angosciato dal mio peccato. Qualcosa continuava a dirmi che esso non mi avrebbe mai lasciato. Sapevo che questo era il diavolo che cerca di distruggere tutta l’umanità. Cercai su internet le risposte. Parlai anche con un capo religioso riguardo al peccato, ma le sue parole furono odiose e mi fecero ancora più paura; mi disse: “Dio ti maledirà il giorno della Resurrezione! Tu sei come un carbone ardente in un inferno e la tua vita non si può cambiare. Brucerai nel fuoco!”.

Vivevo in un mare di paura.

Con un desiderio incessante di essere perdonato, questo libico alla fine è arrivato a conoscere Gesù. Durante il Ramadan, molti libici pregano di più e leggono il Corano in cerca di perdono. Tuttavia, rimarranno sempre delusi e vuoti. Utilizza il Salmo seguente per gridare a Dio in favore dei libici. Pregate per una maggiore fame di perdono che li spingerà a gridare a Dio.

Leggere, meditare e pregare su Salmo 51


15-06-25

Avvicinandosi a Dio- la storia di un credente.

Così dice il SIGNORE: «Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: “Non c’incammineremo per essa!”

Geremia 6:16

“Io sono un libico proveniente da un contesto musulmano. Ho accettato Gesù Cristo come mio Signore e Salvatore e so che Egli è stato, è, e sempre sarà la via, la verità e la vita.

Quando ero più giovane, ero solito leggere e praticare ciò che, pensavo, mi avrebbe portato più vicino a Dio. Fino a quando una notte di diversi anni fa, durante il Ramadan, dopo aver terminato la preghiera, sentii uno straniero in televisione parlare di come Dio scese a pagare la pena dei peccati che tutti noi abbiamo commesso. Sentii di come Dio ci volesse perdonare e che ci offriva la vita eterna se solo avessimo accettato la Sua opera sulla croce. Qualcosa si mosse in me. Questo era diverso dalla storia che avevo imparato nel Corano, e decisi di saperne di più.

In tutti questi anni di ricerche mi sentivo come se prima fossi stato drogato e portato lungo una strada senza uscita.

Guardando dei programmi televisivi cristiani, Dio corresse la mia comprensione sfocata e soddisfò la mia fame di sapere di Lui. A quel tempo, la televisione era l’unico mezzo a disposizione per conoscerLo.

“Dopo un po’ di tempo, mi resi conto che avevo bisogno di Gesù nella mia vita. Compresi che Lui non era solo un profeta che venne come esempio di giustizia, ma era anche il mio Dio che mi aveva amato. Lui stesso si era sacrificato sulla croce per salvarmi e per darmi la speranza, la vita, e il conforto, specialmente durante i periodi più difficili della mia vita.

“Mi feci molte domande teologiche, ma con la preghiera il Signore mi rivelò gradualmente tutte le risposte e la vera strada che porta a Lui. Amen”.

In questo mese di Ramadan i libici (insieme con i musulmani di tutto il mondo), faranno il digiuno. Intercediamo presso Dio per loro, affinché giungano a comprendere l’amore del Padre per mezzo di Gesù Cristo.

Leggere, meditare e pregare su Giovanni 14:20-29


15-06-18

Ramadan

In quel giorno, verso la radice d’Isai, issata come vessillo dei popoli, si volgeranno premurose le nazioni, e la sua residenza sarà gloriosa.

Isaia 11:10

Hend è una donna di vent’anni che vive in un piccolo villaggio libico. Ama il Ramadan, durante il quale i musulmani in tutto il mondo digiunano dall’alba fino al tramonto. Hend ha iniziato il suo primo completo digiuno, astenendosi da ogni cibo e liquidi, quando aveva solo dodici anni. Non è stata costretta a iniziare il digiuno così giovane, ha scelto lei di digiunare perché voleva sentirsi parte della comunità musulmana mondiale.

Il Ramadan è anche un momento per recitare preghiere speciali e per leggere l’intero Corano. Questo mese di digiuno è uno dei cinque pilastri dell’Islam, che sono gli obblighi cui i musulmani devono attenersi per andare in Paradiso. In questo mese è possibile raddoppiare i premi da parte di Dio e cercare il perdono per i peccati del passato. Prima dell’alba, ogni mattina, Hend e la sua famiglia si alzano a mangiare il loro ultimo pasto e pregare la prima preghiera del giorno, poi non mangiano o bevono nulla fino a dopo il tramonto, quando possono interrompere il digiuno con datteri e latte, allora la sua famiglia si riunisce nel salotto e uno dei suoi zii li conduce nella preghiera del tramonto. Mangiata la cena, gli uomini della famiglia vanno in moschea per la preghiera finale della giornata, mentre Hend, le sue sorelle e la madre pregano a casa. La giornata si termina con una preghiera volontaria del Ramadan, il Taraweeh, offerta mentre la comunità recita il Corano.

Hend ama queste serate. Oltre alle preghiere speciali è anche un’occasione per mangiare e visitare amici e vicini di casa.

Quest’anno il Ramadan è meno allegro rispetto a prima. Nella famiglia di Hend sono tutti preoccupati per il futuro. Desiderano la pace. Sperano che Dio ascolti le loro preghiere in questo Ramadan per un futuro migliore.

Leggere, meditare e pregare su Efesini 2


15-06-11

La sfide nel seguire Gesù

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate:
ecco, sono diventate nuove.

2 Corinzi 5:17

“La mia vita è cambiata completamente dal giorno che sono diventato un seguace di Gesù Cristo. Ho iniziato ad amare tutte le persone in modo incondizionato, non importa chi siano o da dove vengono. Ho imparato a perdonare le persone quando mi feriscono. In altre parole, sono diventato una persona nuova.

Tuttavia, ci sono molte sfide che devo affrontare come seguace di Gesù in Libia. La mia famiglia e soprattutto i miei genitori fanno una pressione costante su me perché non faccio la Salat, le cinque preghiere quotidiane nell’Islam. A volte il venerdì vado alla preghiera in moschea, in modo che, almeno su questo, si fermino dal molestarmi. I miei genitori sono religiosi, mio padre va alla moschea e mia madre legge Corano ogni giorno. Il rapporto con i miei genitori è teso. In oltre, vivendo in una società che valorizza l’onore e la reputazione, se la gente sapesse della mia fede, la loro reputazione, così come quella di tutta la mia famiglia sarebbe offuscata. Sarei considerato uno scandalo, il che coinvolgerebbe la mia famiglia per anni.

Io vivo in una società musulmana e quindi le leggi islamiche devono essere applicate. In altre parole, potrei essere ucciso per apostasia, per aver rinunciato all’Islam.

Coloro che hanno deciso di seguire Gesù nella mia società soffrono ogni sorta di persecuzione”.

Il Ramadan, il mese sacro di digiuno per i musulmani, inizia entro una settimana. Molti credenti, come il nostro fratello libico che ha scritto le parole di cui sopra, lottano con le domande: “Che cosa farebbe un seguace di Gesù durante questo periodo? Come faccio a onorare Dio e guadagnare la mia famiglia a Lui? Come posso vivere la mia vita come seguace di Gesù nella mia cultura?”.

Restiamo fermi con loro nella preghiera.

Leggere, meditare e pregare su Atti 15:6-20


15-06-04

La Storia dei due Governi

Sia benedetto eternamente il nome di Dio perché a lui appartengono la saggezza e la forza. Egli alterna i tempi e le stagioni; depone i re e li innalza, dà la saggezza ai saggi e il sapere agli intelligenti.

Daniele 2:20-21

Dal luglio 2014 la Libia è governata da due governi: il Governo di Salvezza Nazionale a Tripoli e la Camera dei Rappresentanti guidata dal primo ministro Abdulla al-Thinni.

Il governo si era diviso in due dopo l’elezione della Camera dei rappresentanti del 25 giugno 2014, quando gli islamisti avevano perso la maggioranza in seno alla Camera stessa. La tensione fra le fazioni salì anche grazie anche al tentativo di cacciare gli estremisti nella parte orientale del paese.

Poco prima che i rappresentanti prendessero possesso delle loro in cariche, le Brigate di Misurata, note anche come Alba Libica, attaccarono l’aeroporto di Tripoli, provocando una battaglia che infuriò per due settimane. L’aeroporto è stato completamente distrutto e il vicino impianto petrolchimico di el Brega è stato attaccato.

Ritenendo Tripoli instabile, la maggioranza dei membri neoeletti della Camera dei Rappresentanti decise di spostare la sede legislativa a Tobruk. Una volta stabilita nella parte orientale del paese, le Brigate di Misurata assunsero tutti i ministeri del governo di Tripoli e stabilirono il Governo di Salvezza Nazionale guidato dal primo ministro Omar Al-Hassi.

Nell’ottobre 2014, la Corte Suprema libica stabilì che le elezioni di giugno erano illegali e chiese lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti. Nessuna ragione fu data per giustificare la sentenza, in ogni caso questa fu ignorata dalla Camera dei Rappresentanti (in Tobruk) e dalla comunità internazionale.

La Missione delle Nazioni Unite di supporto in Libia (UNSMIL) ha lavorato con i leader libici in tutti i modi per cercare di formare un governo unitario. UNSMIL ha proposto la revoca dell’embargo sulle armi alla Libia subordinando però tale atto alla formazione di un governo unitario. Nel frattempo, l’Esercito Nazionale Libico (che rappresentano il governo di Tobruk), con il sostegno di Egitto, ha fatto pressioni per la rimozione immediata dell’embargo, sostenendo che in mancanza di armi il caos sarebbe aumentato e la presenza dello Stato Islamico cresciuta.

Entrambe le parti hanno chiesto di soddisfare alcune “condizioni” prima di partecipare ai colloqui patrocinati dalle Nazioni Unite. La Camera dei Rappresentanti ritiene che la comunità internazionale abbia dato un riconoscimento indebito agli islamisti (di Tripoli), semplicemente perché “si presentarono con le armi” a seguito alla perdita delle elezioni.

Quelli in linea con il Governo di Salvezza Nazionale credono che la loro presa in consegna di Tripoli sia giusta e che, pertanto, debbano avere voce in capitolo.

Nel frattempo, numerosi altri gruppi sia all’interno sia all’esterno dei due governi in conflitto sono anch’essi in lizza per i propri ordini del giorno, il che complica il compito di riparare la frattura.

La maggior parte dei libici sono stufi delle dispute tra fazioni. I cittadini vogliono vedere la stabilità e la sicurezza ripristinate in modo che possano tornare a vivere una vita normale.

Questa settimana prendiamoci del tempo per pregare per il governo/i della Libia, chiediamo allo Spirito Santo di rivelarci i suoi piani. Quale tipo di governo sarebbe il più vantaggioso per inaugurare il raccolto alla gloria di Dio?

Leggere, meditare e pregare su Isaia 9:6-7


15-05-29

Incoraggiamento da Gesù

Io mi sono coricato e ho dormito, poi mi sono risvegliato, perché il SIGNORE mi sostiene.

Salmo 3:5

Hamid aveva imparato delle cose su Gesù e da Lui restò affascinato. All’insaputa della sua famiglia seguiva una stazione televisiva cristiana e aveva in seguito preso la decisione di seguirlo.

Poi, mentre la violenza attanagliava la Libia, Hamid e la sua famiglia decisero di lasciare il paese per un breve periodo. Durante il loro soggiorno nel paese che li ospitava, Hamid aveva cercato, senza successo, di frequentare una chiesa cristiana. La sua famiglia cominciò a sospettare della sua devozione verso Gesù e di questo non furono per nulla contenti. Crebbe in lui la paura finché fu spaventato a morte al solo pensiero di tornare in Libia.

Hamid ebbe un sogno in cui stava camminando in un luogo buio, era terrorizzato e piangeva. Nel sogno incontrò un uomo che gli chiese cosa gli stesse accadendo. Hamid  rispose: “Ho paura di continuare il mio viaggio”, e l’uomo rispose: ” È molto scuro”.

L’uomo disse: “Prosegui e troverai una casa dove aiutano chi ha bisogno.” Hamid continuò a camminare fino a quando trovò la casa. Bussò alla porta e un uomo barbuto che era luminoso e vestito di bianco aprì la porta. L’uomo chiese a Hamid: “Perché piangi?”, “Ho paura di camminare nel buio”, rispose Hamid.
“Ora sei sotto la mia protezione”, disse l’uomo, “Nulla deve più spaventarti; accomodati”.

Dopo questo sogno, Hamid tornò in Libia e rimase fedele a Gesù.

Khaled, un altro credente, raccontò a un uomo religioso come Gesù gli apparve in sogno. L’uomo religioso si mise a discutere con Khaled per cercare di riconquistarlo all’Islam.
Poi un giorno il religioso venne da Khaled e gli parlò di un sogno in cui Gesù gli aveva detto che era giunto il momento per lui di lavorare per Gesù. Decise così di diventare anch’egli un seguace di Cristo.

Anche se l’accesso al Vangelo è limitato, i libici stanno rispondendo in modo positivo a Gesù, il quale li chiama in modo personale. La forza umana e le leggi religiose non possono certo fermare il Signore Gesù.
Loda Dio e chiedigli una maggiore effusione del Suo Spirito e una maggiore rivelazione verso libici.

Leggere, pregare e meditare su Gioele 2:28-32


15-05-21

L’instabilità e la Sofferenza dei Migranti

“…poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito”

 Deuteronomio 10:17-18

Il 18 aprile di quest’anno una barca di rifugiati con più di 700 persone si è capovolta nel Mediterraneo tra la Libia e l’isola italiana di Lampedusa. Solo 28 persone si sono state salvate.

Le coste della Libia sono solo a circa 300 km da Lampedusa. L’isola è di fatto un rifugio per migliaia di migranti illegali.

La Libia è spesso usata come un paese di transito per i migranti africani. Dopo la rivoluzione del 2011 che ha rovesciato Gheddafi, il contrabbando di persone è diventato un settore in espansione.
La Libia ha 1.770 chilometri di costa e 5.000 di confine del deserto, zone scarsamente popolate.
La scarsa efficienza nei controlli del governo centrale, fa si che i contrabbandieri operino apertamente. Le milizie che controllano gran parte della Libia stanno molto presumibilmente facendo ingenti somme di denaro attraverso il contrabbando di persone, sia richiedendo denaro a chi attraversa il loro territorio. Poiché il numero di disperati è in crescita, aumenta anche il prezzo richiesto per ciascuno di loro. Per ogni barca sovraccarica che parte dalla Libia, questi contrabbandieri fanno decine di migliaia di dollari.

Queste persone utilizzano anche Facebook per pubblicizzare il “servizio” offerto ai migranti che fuggono dalla guerra e dalla povertà del Medio Oriente e dell’Africa.

Secondo le Nazioni Unite, più di 110.000 migranti hanno attraversato in territorio libico nel solo 2014. Almeno 1.300 persone sono morte solo nelle prime tre settimane di aprile, facendo sì che probabilmente il 2015 diventi un anno record per il numero di morti.

Come può l’immigrazione clandestina essere fermata? Come possono essere risolti i problemi di queste persone disposte a rischiare la vita per cercare di giungere e attraversare l’Europa?
Si tratta di un problema dalle mille sfaccettature: la povertà, la guerra, i trafficanti avidi, i governi indifferenti e i funzionari corrotti.
Gesù ha detto che Dio sa quando un passero cade a terra; quanto sarà ancor più importante per Lui la vita di ognuna di queste persone?

Acquieta il tuo cuore davanti a Dio e chiedi allo Spirito Santo di darti i Suoi pensieri per pregare per i migranti, per i contrabbandieri e le diverse autorità governative (libiche, africane, mediorientali ed europee). La Chiesa globale ha delle responsabilità?

Leggere, meditare e pregare su Matteo 25:31-46


15-05-15

La Via, la Verità e la Vita

Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giovanni 14:6

Yahyah è cresciuto in un ambiente tipico islamico. Ha iniziato a studiare il Corano all’età di otto anni. Dopo il liceo, all’università fece amicizia con un giovane di nome Radwaan. Da un paio d’anni Radwaan era un seguace di Gesù, ma in un primo momento decise di non dirlo a Yahyah. Mesi più tardi, quando gli disse della sua fede, Yahyah rimase scioccato. Decise così di smettere di parlare a Radwaan perché egli era un “infedele”. Ma due settimane dopo Yahyah si sentì costretto a riconciliarsi con il suo amico per scoprire perché avesse rifiutato l’Islam.

Trascorsero ore e giorni a discutere delle due religioni. Yahyah cercò di difendere l’Islam e di distruggere la fede di Radwaan, ma dovette scoprire che le sue argomentazioni erano deboli e prive di fondamento paragonate a quelle del suo amico.

La confusione di Yahyah aumentava di giorno in giorno. La discussione, aveva rivelato che la sua fede era insincera, qualcosa che semplicemente aveva ereditato dalla sua famiglia. Yahyah rinunciò all’Islam e divenne un ateo, disprezzava le persone religiose, in particolare i cristiani e i musulmani. Ben presto cadde in depressione. La sua mente gli suggeriva di non occuparsi più di Dio, ma il suo cuore era alla ricerca di un salvatore.

In seguito sopravvisse miracolosamente a un grave incidente stradale, e durante la convalescenza considerò il suo destino eterno. Dove sarebbe andato dopo la morte? Se Dio esisteva realmente, sarebbe andato in paradiso o all’inferno? Cercò sinceramente la verità esplorando internet per saperne di più su Gesù. Più leggeva su Gesù, più scopriva di amarlo, ma qualcosa gli diceva di stare lontano da Lui.

Poi un giorno si mise a piangere per la disperazione, gridando a Dio di rivelarsi. Poco dopo, Yahyah fece un sogno. Un uomo venne a lui con le braccia aperte come per abbracciarlo. Tutto quello che quell’uomo disse fu: “Gesù”.

Yahyah si svegliò avendo la certezza che Gesù è la verità, la via e la vita, e subito lo accettò come Signore e Salvatore.

Leggere, pregare e meditare su Giovanni 10:9-16


15-05-07

Effetti della Violenza

e dell’instabilità in Corso

Mi sono messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori c’è la violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli.

Ecclesiaste 4:1

Una lotta scoppiò a metà di una partita di pallone tra bambini. Il caldo e l’umidità avevano reso tutti molto irritabili, ma l’incertezza che si respira nel paese è la vera fonte delle tensioni. Come i bambini hanno cominciato a urlare e a colpirsi l’un l’altro, uno dei padri venne fuori attaccando quelli che riteneva essere gli aggressori dei suoi figli. Questi quindi corsero a loro volta a casa dicendo al loro padre quello che era successo. Quest’ultimo infuriato afferrò una delle sue armi è si precipitò fuori urlando maledizioni sui bambini e sul loro genitore, reo di aver offeso i suoi figli. Premendo il grilletto dell’arma, l’uomo uccise il suo vicino di casa.

Come si sparse la voce, tutti i fratelli e i cugini dell’uomo assassinato viaggiando raggiunsero la città, portando armi ancora più grandi. Per vendetta, uccisero l’assassino e distrussero la sua casa a colpi di granate.

Secondo un sondaggio che è stato completato nel mese di ottobre del 2013, a causa della continua violenza e dell’illegalità, quasi un terzo dei libici sarebbe affetto da problemi di salute mentale. La situazione potrebbe essere persino peggiorata da allora. La gente è stanca della violenza ma ancora non si vede la fine all’amarezza e all’odio. I loro sogni di un futuro migliore sono stati frantumati.
Portiamoli al trono della Grazia, affinché le loro orecchie si aprano per sentire la voce del Buon Pastore.

Leggere, pregare e meditare su Isaia 30:15-21


15-05-01

Lavoratori

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.

Giovanni 15: 8

Nella storia recente la Libia, con le sue opportunità di lavoro e gli stipendi allettanti, ha attratto stranieri provenienti dall’Africa, Asia e Medio Oriente. Alcuni sono molto qualificati e lavorano nel campo della medicina, progetti d’ingegneria, d’impresa e istruzione. I meno qualificati fanno lavori umili, risparmiando il più possibile per inviare il denaro ai parenti a casa.

Il numero degli stranieri è diminuito a causa della violenza in corso e dell’instabilità politica, ma molti hanno scelto di restare. Alcuni di questi sono cristiani nominali che vedono la loro religione come parte della loro identità culturale, mentre altri hanno una relazione personale con il Dio vivente. Tra questi ultimi ci sono alcuni che vedono il loro lavoro come un’estensione della loro chiamata per essere luce e sale nel mondo.

Tuttavia, la maggior parte dei credenti stranieri sono stati messi a tacere dalla paura. Negli ultimi anni alcuni sono stati uccisi, aggrediti o arrestati a causa della loro fede. Il messaggio verso di loro sembra essere questo: mantieni un basso profilo e non condividere il Vangelo.

Questa settimana in molti paesi si celebrerà la festa dei lavoratori. Pregate dunque il Signore della mèsse perché mandi operai e chiami i lavoratori, sia dall’interno sia dall’esterno della Libia, al campo di raccolta.
Chiedete allo Spirito Santo di rivelare gli ostacoli che impediscono ai credenti di rispondere alla Sua chiamata e pregate che questi siano superati.

Leggere, meditare e pregare su Romani 10:13-16


15-04-23

Sebha

…e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?»

 Giona 4:11

Sebha è una città del deserto situata vicino a un’oasi nel sud-ovest della Libia, con una popolazione di circa 130.000 persone, è storicamente la capitale della regione del Fezzan. In passato è stata una delle roccaforti tradizionali di Gheddafi e fu l’ultima città a cadere nelle mani dei ribelli nella rivoluzione del 2011.

Dal 2012, le tribù arabe etniche e nere africane si sono scontrate tra loro, in competizione per il potere locale e il riconoscimento internazionale. La tensione tra i combattenti Tebu di origine nero africana e quelli delle tribù etniche arabe, sono causa della costante instabilità.

A causa della mancanza di controllo da parte del governo, le regioni frontaliere meridionali del paese offrono un rifugio ideale e un’area di sosta per i traffici regionali degli estremisti islamici. All’inizio del 2015 gli affiliati allo Stato Islamico hanno lanciato un attacco contro i soldati governativi vicino a Sebha, uccidendo quattordici di loro.

Sebha è una città di transito importante per i viaggi del Sahara, dove i camion stracarichi di esseri umani e altro materiale viaggiano da e verso il Ciad, il Niger e l’Algeria. Spiritualmente queste città sono molto scure e pesanti. Molte donne sono coinvolte nella stregoneria nell’occultismo e sono ricercate per inviare maledizioni su altre persone. Eppure, sono stati seminati alcuni semi del Vangelo in questa città:

Molti anni fa, una famiglia cristiana copta egiziana viveva accanto alla famiglia di Halima a Sebha. Halima e le sue sorelle giocavano con gli altri bambini ed erano molto curiose  riguardo le diverse celebrazioni religiose.

Un Venerdì Santo Halima chiese loro circa questo specifico giorno. I suoi amici stavano per spiegarle il significato, quando la loro madre intervenne e rapidamente portò via i suoi figli. Anni dopo, Halima (che si era nel frattempo trasferita in una città diversa) ancora si chiedeva il motivo per cui questa famiglia aveva così paura di parlare della loro fede, ma cosa ancora più importante, questo incidente suscitò in lei la curiosità per il Venerdì Santo e per Gesù.

Leggere, meditare e pregare su Giona 3:5-10


15-04-17

Le Famiglie dei Credenti

Dio ha formato il corpo… così che le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.

1 Corinzi 12:24-26

Un uomo arabo straniero e i suoi amici sono stati picchiati e incarcerati con l’accusa di proselitismo. Mentre la moglie sperimentava la grazia di Dio, sentiva anche una battaglia imperversare dentro di lei. Il padrone di casa e i vicini facevano pressioni su di lei affinché se ne andasse. Quando ha provato a visitare il marito in carcere le autorità e la polizia l’hanno trattata con ostilità. Era afflitta da timori: “Sto prendendo le decisioni giuste? Avrei dovuto fare le cose diversamente?”. I suoi bambini sono stati rigettati dalla scuola e dai loro amici. Poi un giorno hanno visitato il loro papà, il cui volto insanguinato indicava che era stato picchiato. Una volta a casa il figlio più giovane ha vomitato e ha lottato con gli incubi notturni.

Le famiglie dei credenti in paesi come la Libia conoscono la sofferenza. I loro familiari non credenti li spingono a rinunciare alla loro fede. Alcuni credenti non riescono a trovare lavoro per sostenere le loro famiglie. I loro figli sono espulsi dalla scuola. Altri temono che il loro coniuge o figli potrebbero essere rapiti o uccisi. Questa pressione logora le relazioni e i matrimoni. La tattica del nemico è d’intimidire e portare alla divisione.

Intercediamo per  i credenti locali e per le loro famiglie nella sofferenza e presentiamoli al trono della Grazia.

Leggere, meditare e pregare sul Salmo 18


15-04-09

Rivelazione di Gesù

Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

Matteo 16:16-17

La domanda bruciava in me. “Ahmed, sogni?”.

“Sì, certo”, rispose.

“Hai mai visto un uomo in bianco nei tuoi sogni?”.

“Sì!” Replicò.

“Bene, Ahmed, dimmi che hai visto”.

Mi disse che aveva visto quell’uomo molte volte nei suoi sogni, ma che non sapeva chi fosse. «Ma lui mi insegna a fare delle cose, come visitare mia nonna che vive sola, e dare i soldi ai poveri”, aggiunse.

Sorrisi. “Sì, ho conosciuto questo uomo anch’io, anche se non l’ho mai visto in un sogno”. Chiesi, “E tu fai queste cose, anche se non sai chi è? Voglio dire, tu non sai se è buono o se è cattivo. Chi è lui? ”

“Oh, lui è un uomo buono” affermò Ahmed con decisione, “lo so per certo”.

Suggerii ad Ahmed che la prossima volta che quest’uomo veniva a lui in un sogno, di chiedergli il suo nome.

Pregate per Ahmed e molti altri come lui che sono pronti per una rivelazione personale dello stesso Figlio dell’Uomo.

Leggere, meditare e pregare su Giovanni 3:13-18


15-04-02

Chi è Gesù?

Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;

Colossesi 1:15

Ali è un negoziante nella medina, la città vecchia. Quando Susan, una straniera entrò nel suo negozio, lui le chiese: “Sei cristiana o musulmana?” Lei rispose di essere cristiana, allora lui le suggerì di leggere il Corano perché in esso c’è un capitolo riguardante Gesù e Maria. Lei rispose che tutto ciò di cui aveva bisogno di sapere era già nella Bibbia.

“Ok, allora cosa dice la Bibbia a riguardo?” Chiese Ali.

“Tutto quello che serve per la vita,” rispose Susan.

Ali si stava preparando per discutere, e chiese: “Chi è Gesù?” Susan rispose: “Gesù è la Parola di Dio”.

“Chi è Dio e dove si trova?» Chiese Ali.

“Egli è il Creatore dell’universo; Egli è in cielo e il Suo Spirito è vicino a te quanto lo è la tua vena giugulare.
Chiese Susan, e aggiunse: “Sapete chi è Colui che il Corano e la Bibbia affermano che non ha mai peccato?”.

Ali rispose che tutti hanno peccato. Susan rimase in silenzio, così Ali suggerì che nessuno dei messaggeri (i profeti) hanno mai peccato. Susan replicò che solamente una sola persona non ha mai peccato.

“Gesù?” Chiese Ali, ormai desideroso di ottenere la risposta.

Susan rispose: “Come cristiani, non ci limitiamo a credere a tutto quello che sentiamo, ma ricerchiamo nelle Sacre Scritture e chiediamo a Dio di farci capire”.

Molti libici potrebbero dire che credono in Gesù. Essi riconoscono che Egli è la Parola di Dio, ma per loro Gesù era solo un uomo buono, un altro profeta di Dio. Negano la sua morte in croce (e quindi la sua risurrezione) e che Egli è la Via verso il Padre. Solo lo Spirito di Dio può rivelare agli uomini che Gesù è il Figlio di Dio. Continuiamo a chiedere questa rivelazione per i nostri amici perduti in Libia.

Leggere, meditare e pregare su Giovanni  1:1-37


15-03-26

Sirte

Fa cessare le guerre fino all’estremità della terra;

rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra.

«Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.

Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra».

Salmo 46: 9-10

La decapitazione di ventun cristiani copti da parte degli affiliati all’ISIS in Libia ha sconvolto il mondo. I cristiani erano stati rapiti un mese prima a Sirte, città costiera che si trova a metà strada tra Tripoli e Bengasi.

Dal 1911 fino al 1934 Sirte è stata il centro amministrativo sotto il dominio italiano. Una volta scoperto il petrolio nelle vicinanze, il paese crebbe in importanza e la sua popolazione arriva oggi a quasi ottantamila persone.
Fu anche la città natale di Gheddafi. Era nato lì e, in ultima analisi, è morto lì. La ricchezza di Gheddafi si è molto fondata sullo sviluppo della città. Sirte divenne nota come un luogo ricco di case lussuose, la maggior parte delle quali sono state completamente distrutte durante la rivoluzione.

Sirte si è espansa come base operativa per i militanti dal 2011, quando la rivolta che ha rovesciato il regime di Muammar Gheddafi. Un funzionario del governo stima che circa un migliaio militanti sono sistemati nella città.

Nel dicembre del 2014 un medico cristiano egiziano e sua moglie sono stati uccisi nella loro casa nella stessa città. Gli aggressori hanno anche rapito la loro figlia di tredici anni. Il suo corpo è stato trovato un paio di giorni più tardi. Il presidente del consiglio comunale di Sirte ha dichiarato che gli attacchi sono stati religiosamente motivati.

La città è un bastione di Ansar al-Sharia, un gruppo islamico nella lista nera delle Nazioni Unite. La coalizione islamista Fajr Libia controlla alcune parti di Sirte. Nel dicembre scorso hanno lanciato degli attacchi contro le installazioni petrolifere nelle vicinanze. A febbraio un gruppo armato ha attaccato il giacimento petrolifero di Mabruk a circa centosettanta chilometri a sud est di Sirte, uccidendo quattro guardie  degli impianti e sequestrando tre lavoratori filippini. Gli aggressori hanno affermato di essere membri dello Stato Islamico (ISIS).

Prendiamo del tempo per pregare per Sirte, chiedendo allo Spirito Santo di rivelare il cuore di Dio e le Sue intenzioni per la città. Scrivici le eventuali risposte su info@pray4libya.net

Leggere, meditare e pregare sul Salmo 75


15-03-19

Madri

Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano.
Isaia 40:11

Le madri sono molto rispettate nella cultura libica. Qualcuno una volta disse: “Il cielo sta sotto i piedi della madre. Devi fare in modo di essere gentile con la tua mamma. Se non la tratti nel modo corretto potrebbe dirlo a Dio, così poi saresti nei guai, perché lei ha un rapporto speciale con Dio”.

Fatma conserva un video clip di suo figlio maggiore sul suo telefono cellulare, il quale è stato fatto durante la rivoluzione. Nel video egli spiega le ragioni per cui combatte. Stava vivendo in Malesia ma aveva deciso di tornare e aiutare il suo paese.

Un giorno chiamò i suoi genitori per dire loro che li avrebbe visti a pranzo. Fatma era eccitata perché avrebbe rivisto suo figlio dopo una lunga assenza (non lo vedeva da quando era tornato dalla Malesia). Tuttavia, quel pomeriggio alcuni uomini vennero alla porta con il corpo di suo figlio che era stato appena ucciso nei combattimenti. Era l’ultimo giorno della rivoluzione.

È stato difficile per Fatma affrontare questo lutto. Fortunatamente una famiglia si trasferì nella casa accanto e i bambini provenienti da questa famiglia le portarono un po’ di conforto.

Questa settimana, il 21 marzo, in Libia si celebra la festa della mamma. Per molte madri questa sarà un’occasione triste, un ricordo dei bambini che hanno perso, non solo durante la rivoluzione, ma anche nella violenza che l’ha seguita.

Altri vivono nella paura, cercando di mantenere i loro figli al sicuro. Si preoccupano ogni volta che i loro figli partono per la scuola o fare commissioni al negozio locale.

Leggere, meditare e pregare su Matteo 11:25-30


15-03-12

Una Giornata Moderna di Saul?
Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano.

Matteo 5:44

Abdullah è un musulmano impegnato e devoto. Il suo scopo nella vita è d’incoraggiare i musulmani a essere musulmani migliori e di convertire i non-musulmani all’Islam. Egli lavora anche in un ramo della sicurezza del governo.

Un giorno la sua squadra arrestò Ayoub, un credente arabo straniero, con l’accusa di proselitismo. Il comandante della squadra ordinò ad Abdullah di picchiare Ayoub. Abdullah si fermò e telefonò al suo capo religioso, chiedendo: “Se picchio questo cristiano, Dio sarà contento?” “Sì”, fu la risposta. Così Abdullah picchiò Ayoub come mai nessun altro. Dopo tutto, lui voleva davvero piacere a Dio. Avrebbe picchiato Ayoub per poi tornare in seguito da lui e convertirlo all’islam.

Un’altra volta gli fu ordinato di confiscare la Bibbia di Ayoub. Di nuovo egli telefonò al leader religioso: “Dio, sarà compiaciuto se prendo la sua Bibbia?” Ancora una volta, il suo capo rispose di sì.

Dopo essere stato rilasciato dal carcere, Ayoub cominciò a chiamare Abdullah spesso. In un primo momento, Abdullah non era troppo gentile con lui. “Perché Ayoub mi sta telefonando? Non dovrebbe odiarmi per tutte le botte che gli ho dato?”. Ma Ayoub non parlava dei pestaggi; lui parlava solo dell’amore di Dio. Nel corso del tempo Abdullah iniziò ad affezionarsi a lui.

A volte Abdullah parlava dell’Islam, di come lui serve Dio e di come egli prega. Ayoub condivideva l’amore di Dio e cosa significasse avere una relazione con il Dio vivente.

Abdullah conosce i novantanove nomi di Dio nel Corano. Egli sa che Dio è grande e potente, ma non sa che Dio è amore e che Dio lo ama.

Leggere, meditare e pregare su Atti 9:1-21


15-03-05

I Timori di Credenti

Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo, ma che oltre a questo non possono fare di più.  Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Sì, vi dico, temete lui.

Luca 12: 4-5

Ahmed è un nuovo credente che è venuto alla fede attraverso un programma televisivo. È incoraggiato dal sapere che ci sono altri come lui e si connette con loro attraverso internet, ma ha troppo paura d’incontrarli faccia a faccia: “Come faccio a sapere che posso fidarmi di loro e che non mi consegneranno alla polizia?” chiede.

Durante un periodo di 3 mesi di preghiera e digiuno per la Libia, alcuni credenti espatriati hanno deciso di dedicare 3 giorni per concentrarsi nel rompere lo spirito di paura che attanaglia i credenti. La settimana successiva alcuni di loro sono stati arrestati e trattenuti in carcere; dei fratelli egiziani sono stati torturati e uno ha perso la vita a causa di questo.

Da quel momento ci sono stati più casi di persone uccise o arrestate a causa della loro fede. Portare il nome di Cristo è pericoloso in Libia, obbedire al grande mandato può costare la vita. Alcuni credenti stranieri sono trattati in modo più clemente, ma i credenti locali non hanno leggi che li proteggano, anzi, la legge li condanna.

Molti credenti temono che un membro della famiglia possa ucciderli, come atto di obbedienza a Dio. Talvolta un datore di lavoro trattiene il salario quando scopre che un suo dipendente è un credente. Sembra che esistano alcuni gruppi religiosi che hanno come unico scopo quello di uccidere qualsiasi locale che professi il nome di Gesù. La paura trattiene i nostri fratelli e sorelle in Cristo dal condividere la Buona Novella e dal godere la comunione fraterna.

Vorresti prendere in considerazione il digiuno per i credenti libici questa settimana? Chiedi allo Spirito Santo di guidarti per comprendere come rompere questo spirito di paura sui credenti.

Leggere, meditare e pregare su Matteo 10:16-33


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15-02-26

Percezioni sul Cristianesimo

Comportatevi con saggezza verso quelli di fuori, recuperando il tempo. 6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.
Colossesi 4: 5-6

Fatima è una donna sola poco più che ventenne che vive in una piccola città. Lei non appare mai senza il velo in presenza di un uomo (tranne si tratti del padre, dei fratelli, nipoti e, un giorno, di suo marito); preferisce indossare un lungo cappotto sopra i vestiti quando esce. Lei sa che la reputazione di una donna dev’essere custodita, così si veste modestamente e rispettosamente. Ama le tradizioni e le feste religiose che si celebrano insieme. Queste la fanno sentire parte della famiglia, nonché parte della società libica e della comunità musulmana più grande in tutto il mondo.

Fatima non sa molto sul cristianesimo, ma ciò cui è stata portata a credere la sconvolge: i cristiani indossano abiti rivelatori, bevono, fumano e hanno rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. La sua famiglia odia le voci secondo cui c’è gente che vorrebbe cristianizzare la Libia. Essi aborriscono all’idea che le loro donne possano uscire in minigonna e fumare. Non vogliono che lo stile di vita cristiana corrotta visto nei film di Hollywood entri nella loro società.

Alcune donne vorrebbero avere più libertà di scegliere se indossare il velo o no. Ma ancora vedono il cristianesimo in modo negativo, come qualcosa di occidentale.

Una rivelazione di chi è Gesù e cosa significa seguirLo è necessaria per attirarli a Lui. Come potrebbe la nostra vita di credenti all’interno e all’esterno della Libia contribuire affinché loro vedano un quadro reale di Gesù? Come possiamo pregare per i credenti espatriati e locali?

Leggere, meditare e pregare su Romani 12


15-02-19

Bengasi

In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.
Giovanni 1: 4-5

Nella parte orientale del paese c’è Bengasi, la seconda città più grande della Libia. Il 15 febbraio 2011, Abu Salim, il portavoce per il massacro delle vittime della prigione nel 1996 è stato arrestato. La piccola manifestazione pacifica che seguì si concluse violentemente due giorni dopo, quando la polizia aperse il fuoco, uccidendo quattordici persone. Questo fatto scatenò la rivoluzione del paese, portò alla caduta di Gheddafi e allo stato di caos che tuttora regna nella nazione.
Nella storia, il popolo di Bengasi è conosciuto come chi si prende cura e protegge ogni persona bisognosa che giunge a loro. Come simbolo importante della città c’è un vecchio faro, che è servito a Bengasi come un riferimento accogliente per le persone perdute. Ma ora, la città è spiritualmente persa come non mai.
Dal 2011, i membri dell’esercito e della polizia, nonché attivisti sociali sono stati assassinati a sangue freddo in moschee, nelle scuole, come nelle loro case. La lotta quotidiana continua tra le milizie e gli opposti partiti. Molto sangue innocente è stato versato.
Una donna ha espresso la sua frustrazione in seguito a un’altra serie di combattimenti: “Gli edifici sono costruiti con pietre e cemento e si potrà ricostruirli ancora una volta, ma le anime dei giovani di Bengasi sono state massacrate dai terroristi”.
Gli ultimi due anni hanno visto un aumento di uccisioni di credenti espatriati e attacchi alle chiese. Molti cristiani hanno semplicemente lasciato o sono stati costretti ad abbandonare la città e il paese.
Nel tempo che passerai in preghiera questa settimana, implora la misericordia di Dio su Bengasi. Chiedi allo Spirito Santo di rivelare il destino che Dio ha riservato per questa città e la sua gente.
Leggere, meditare e pregare su Isaia 59


15-02-12

17 Febbraio, 4° Anniversario Della Rivoluzione

…la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse.
Ebrei 12:26-27

Khaled ha 30 anni e vive in una città a poche ore da Tripoli. Quando iniziò la rivoluzione, si era unito con entusiasmo quando questa raggiunse la sua città. Pochi mesi dopo ha commentato: “Questi ultimi mesi sono stati come l’inferno. La guerra è davvero brutta, non l’avevo mai saputo prima. Gheddafi non è umano, è un diavolo in persona. Sono stato vicino alla morte così tante volte. Combattevamo ogni giorno per rimanere in vita, fino a quando gli altri ribelli sono arrivati e ci ha hanno salvato. Quel giorno è stato un giorno sacro, il giorno della nostra vittoria”.

Due anni dopo, scoraggiato dalla violenza e dagli atti di aggressione contro gli stranieri, Khaled ha detto: “Alcuni di questi cosiddetti rivoluzionari hanno fatto le cose più orribili ai civili in nome della rivoluzione.”

Come molti altri libici, Khaled avrebbe voluto lasciare il paese, ma ha deciso di rimanere per la sua famiglia. Ora, tre anni più tardi, la disillusione e la disperazione gli hanno fatto affermare: “La cosa triste è che persone innocenti sono finite nel fuoco incrociato, come se la vita umana non valesse niente. La gente qui soffre ogni giorno tra rapine a mano armata, fuoco incrociato e così via. Ora mi rendo conto che il problema non era con Gheddafi. I libici sono svuotati, e quando hanno una possibilità espongono il buio dentro di loro. Ma forse questa è la natura umana. A volte mi sento disperato.
È davvero questo ciò che siamo? È davvero questa la natura umana? Ho una gran voglia di vivere in un luogo di pace, senza guerre, senza odio. Mi sento perso e pazzo in questa situazione, chiedendomi: c’è una luce alla fine di questo tunnel?”.

Leggere, meditare e pregare su Osea 2:14-23


15-02-05

La Vita per i più Giovani

Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.

Geremia 29:11

La violenza in corso dopo la rivoluzione sta avendo un effetto anche sui bambini libici, avvolgendo le loro vite in un ambiente di paura.

Ahmed ha tredici anni. Mentre era seduto a scuola per lo scritto dell’esame finale, una bomba è esplosa a soli due isolati di distanza. Purtroppo questo è un evento quotidiano, e dopo aver rialzato lo sguardo, Ahmed ha continuato con un lungo sospiro. Ma quando due giorni dopo un aereo militare ha volato molto basso sopra la scuola, lui ei suoi compagni di classe si sono accovacciati in preda al sudore freddo. Pensavano di essere sotto attacco.

Mahmoud, suo fratello maggiore di quindici anni, una volta si addormentò in classe, e quando l’insegnante ha colpito con un righello sulla sua scrivania per svegliarlo egli scoppiò in lacrime.

In tempi più sicuri, ad Ahmed piaceva giocare a calcio in strada con i suoi amici. I suoi genitori non gli permettono più di farlo, hanno paura che possa essere rapito. A volte il suo papà si siede fuori con gli altri uomini del quartiere, così che lui e i suoi amici possono giocare sotto gli occhi attenti dei loro padri.

Come tutte le famiglie locali che conosce, anche la famiglia di Ahmed possiede armi da fuoco per la loro protezione. Pure suo fratello Mahmoud va in giro con una pistola.

Ahmed si sente annoiato a casa. È frustrato e arrabbiato, ma non c’è niente che possa fare per cambiare la situazione. A volte vorrebbe solo colpire qualcuno per sbarazzarsi di tutta quella rabbia accumulata dentro di lui. Quando l’altro giorno il suo amico ha preso la sua matita preferita, questa è divampata. Si sentiva come se avesse potuto ucciderlo, se l’insegnante non fosse intervenuta intempo.

Leggere, meditare e pregare su Isaia 11:1-10


15-01-29

I Berberi

Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Giovanni 8:36

“Salaam” pensava di essere l’unico membro della tribù degli Amazigh a conoscere Gesù. Tutti gli altri nel suo villaggio e in quell’area della Libia erano musulmani non arabi.

Immaginate la sorpresa di Salaam quando un giorno ha incontrato due credenti in Gesù provenienti da un paese vicino e che parlavano la sua lingua! Lacrime di gioia scendevano dai loro visi mentre parlavano fra di loro con facilità raccontando che migliaia di persone appartenenti agli Amazigh erano diventati cristiani nel paese vicino.

Gli Amazigh, conosciuti anche come Berberi, sono stati i primi abitanti del nord Africa. I Berberi libici vivono nelle città delle montagne chiamate Jabal Nafusa, vicino alla costa di Tripolitania e nelle oasi del deserto in Cirenaica e Fezzan. Molti libici che dichiarano di avere una discendenza araba mostrano anche tracce di una discendenza mista Berbera.

Dalla rivoluzione del 2011, gli Amazigh in Libia hanno apertamente mostrato la loro bandiera ed insegnato la lingua Tamazight ai loro figli. Il simbolo della loro bandiera li proclama come “persone libere e nobili”. Sono persone speranzose e che lavorano duro.

Prima dell’arrivo dell’Islam, gli Amazigh erano identificati come cristiani, ebrei o politeisti. Oggi la maggioranza di loro sono musulmani, anche se alcuni affermano che la religione fu imposta su di loro secoli fa.

Leggi, medita e prega in Giovanni 4:1-42


15-01-22

Derna

…il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.

Efesini 6:12

Derna è una città portuale della Libia orientale, con una popolazione di oltre 100.000 persone. Si trova tra le montagne Verdi, il Mar Mediterraneo e il deserto. La città ospita persone di svariate origini.

Si tratta di una roccaforte per i gruppi radicali, tra cui Ansar al-Sharia, classificata dalle Nazioni Unite come organizzazione terroristica. Nell’aprile 2014, un ramo del gruppo ha annunciato di aver attuato la legge della sharia islamica in Derna. L’autoproclamato “Consiglio giovanile islamico della Shura” ha riferito di aver aperto dei tribunali islamici e ha istituito una forza di polizia religiosa della città. Decine di membri mascherati sono apparsi in tuta militare, sfilano regolarmente in pick-up brandendo lanciarazzi e mitragliatrici pesanti e armati di bandiera bianco e nero utilizzato dagli jihadisti. Nel mese d’agosto il Consiglio della Shura ha pubblicato un video online che mostra l’esecuzione pubblica di un uomo egiziano accusato di omicidio in uno stadio di calcio a Derna.

Derna ha una lunga storia di radicalismo islamico. Emarginata durante l’era Gheddafi, ha fornito più combattenti stranieri ad Al-Qaeda in Iraq rispetto a qualsiasi altra città del Medio Oriente. Ha inoltre fornito decine di combattenti per l’ISIS in Siria. La maggior parte dei capi jihadisti in Libia sono ex membri di Al-Qaeda e vi è una lotta ideologica tra loro e i seguaci dell’ISIS.

Nel novembre 2014 alcune fazioni di Derna hanno giurato fedeltà all’ISIS (e alla leadership di Abu Bakr Al Baghdadi), ma non è chiaro quali e quanto sostegno queste abbiano. Nello stesso mese i corpi di tre attivisti anti-ISIS sono stati trovati decapitati nella città. I tre, che avevano trasmesso informazioni sulla città attraverso i social media, erano stati rapiti un paio di settimane prima. La città sembra essere un luogo spiritualmente oscuro.

Passa un po’ di tempo in lode e adorazione, elevando Derna fino al trono di Dio, invitando la Sua verità e la luce in Derna. Chiedete allo Spirito Santo di rivelare il cuore di Dio agli abitanti e ai gruppi estremisti.
Quali sono i Suoi propositi e piani per loro? È possibile inviare le parole o la Scrittura ricevuti a info@pray4libya.net o pubblicarlo sulla nostra pagina Facebook o su Twitter.

Leggere, meditare e pregare su 2 Cronache 20:15-22


15-01-15

Semi di Eternità

Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano
senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,
affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare,
così è della mia parola, uscita dalla mia bocca:
essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio
e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata.

Isaia 55:10-11

Le radici del Vangelo in Libia risalgono a 2000 anni fa. Vediamo come alcune persone del paese che hanno partecipato alla storia dell’Evangelo – c’era Simone di Cirene (dalla Libia Orientale) come anche alcuni presenti alla Pentecoste. Oggi le antiche rovine in Libia sono testimoni silenti della presenza della chiesa “primitiva”.

Nei tempi moderni i semi del Vangelo sono stati seminati in svariati modi. La Verità a proposito di Gesù è stata condivisa; qualcuno ha ricevuto parti della Scrittura; altri sono stati toccati attraverso le preghiere dei credenti. Alcuni dei “seminatori” hanno pagato un alto prezzo per la loro semina.

Alcuni turisti hanno visitato una delle città dove è ancora possibile vedere i resti della chiesa “primitiva”. Hanno incontrato un giovane credente. Egli è rimasto meravigliato nel sentire che la Libia è menzionata nella Bibbia (in Atti). Lui ha chiesto a loro se Simone di Cirene era della loro Cirene; era molto orgoglioso ed incoraggiato nel sapere che il suo paese è menzionato nella Bibbia.

Come possiamo pregare per il seme che è stato seminato? Chiedi allo Spirito di rivelarci come possiamo pregare per il seme del Vangelo che è rimasto dormiente per così lungo tempo?

Leggi, medita e prega su Ezechiele 47


15-01-08

Proclamazione

O porte, alzate i vostri frontoni; e voi, porte eterne, alzatevi; e il Re di gloria entrerà.
Chi è questo Re di gloria? È il SIGNORE, forte e potente, il SIGNORE potente in battaglia.

Salmo 24:7-8

Mentre era seduta in una cella della stazione di polizia, non sapendo che sarebbe dovuta comparire davanti alla corte in quello stesso giorno, una credente perseguitata ha sentito che Dio le dava di pregare per la Libia usando il Salmo 24. Più tardi, mentre le guardie l’accompagnavano in macchina verso la corte, lei vide dei graffiti sul muro: “Alza la tua testa, o Libia”. Dio non ha dimenticato la Libia. Lui ha dei buoni propositi per questo paese.

Proclama il nome di Dio sulla Libia e i suoi abitanti, ed invita la Luce nel paese. Evoca potenti guerrieri da questa terra e da questo popolo. Invita gli uomini e le donne di pace ad aprire le porte all’Evangelo per invitare il Re dei re.

Hai ricevuto promesse specifiche per questo prezioso paese? Proclamale, o chiedi allo Spirito Santo di darti dei passi della Scrittura o delle promesse per le quali pregare. Potresti proclamare la bontà e la grandezza di Dio sopra la Libia cantando e lodando.

Leggi, medita e prega su Isaia 35


15-01-01

Buttando giù le Fortezze

…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo;

2 Corinzi 10:4-5

Gheddafi si è servito della stregoneria per restare al potere e proteggersi dai suoi nemici. Nonostante non sia più in autorità, le potenze delle tenebre hanno ottenuto accesso attraverso molte generazioni che hanno praticato l’occultismo, quindi peccati e maledizioni la fanno ancora da padrone. Negli ultimi quattro anni molto sangue è stato versato. Potrebbe sembrare che la Libia sia diventata il terreno di gioco di Satana; il buio s’insinua onda dopo onda.

Le fortezze sopra la Libia includono stregoneria, orgoglio, giustizia arbitraria, anticristianesimo (negando la morte, la resurrezione, Gesù come Figlio di Dio), morte, e umanesimo.

Attraverso Gesù andiamo con piena fiducia davanti al trono. Permettendo allo Spirito Santo di esaminare i nostri cuori e, in umiltà e fiducia in Gesù, abbattiamo queste fortezze in preghiera, sradicando le opere del maligno in modo che possiamo preparare il terreno per il Regno.

Chiedete allo Spirito Santo se ci sono altre forze o mentalità che dobbiamo abbattere. Restiamo saldi contro di loro e continuare a chiedere allo Spirito per ulteriori rivelazioni.

Invita altri credenti a digiunare uno o più giorni questa settimana per questo paese. Finisci il tuo tempo di preghiera lodando e ringraziando il Re dei Re.

Leggi, medita e prega sul Salmo 97